Macron in un vicolo cieco: salta il consiglio dei ministro. È costretto a trattare con Marine Le Pen

21 Giu 2022 9:27 - di Stefania Campitelli

Il terremoto politico francese potrebbe portare il presidente Macron, uscito con le ossa rotte dal voto di domenica, a fare patti con “il diavolo”. Ad allearsi cioè con Marine Le Pen per gestire l’inevitabile ingovernabilità che si prospetta all’orizzonte.

Impasse per Macron che perde 105 deputati

Fino a metà maggio, l’ipotesi di non avere la maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale (meno di 289 deputati su 577), non era nemmeno presa in considerazione dalla macronia. I più pessimisti avevano pronosticato circa 300 deputati per Ensemble! Invece le urne hanno decretato una sonora sconfitta di proporzioni inimmaginabili. Macron e suoi partner si sono ritrovati con 105 deputati in meno rispetto al 2017. Una sconfitta che brucia e che fa balzare in avanti la Nupes, l‘alleanza delle sinistre di Mélenchon. E i sovranisti del Rassemblement national.

Le Figaro: è un quinquennio nato morto

Il direttore de le Figaro, Alexis Brézet parla del rischio di un “quinquennio nato morto”. Denunciando gli errori di Macron che ha scelto un profilo troppo basso. E ha fatto campagna elettorale soltanto dopo lo scossone del primo turno.  “Questa volta, la strategia del ‘voto utile’ non ha funzionato. Ora monsieur le president deve fare i conti con il boom storico della destra di Marine Le Pen che ha conquistato 89 deputati. Certo, la strada verso un accordo non è semplice. L’Eliseo è costretto a guardare alle formule tedesche o italiane per imparare l’arte del compromesso. Fino a ipotizzare patti con i lepenisti, che in Parlamento già rivendicano la presidenza della commissione Finanze.

Il partito della Le Pen rivendica la commissione Finanze

Il Rassemblement national è il primo partito d’opposizione, il primo interlocutore del quale Macron non può fare a meno. Soprattutto dopo l’implosione del maxi cartello elettorale che ha unito l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, socialisti, verdi, radicali e comunisti. L’idea di  stare insieme in un unico gruppo Nupes è stata bocciata a tempo di record dagli stessi alleati del tribuno della gauche.

Annullato il consiglio dei ministri

Dunque la Le Pen diventa centrale e con L’Eliseo è costretto a parlare. Per gestire l’inevitabile guerriglia parlamentare si fa strada l’ipotesi di cercare una maggioranza provvisoria su ogni decisione restando appesi ad alleanze,  caso per caso, su singoli provvedimenti. L’impasse per ora è totale tanto che Macron ha annullato il Consiglio dei ministri previsto. I riflettori sono puntati sul discorso della premier Elisabeth Borne in Assemblée previsto per il 5 luglio. E non è escluso che cada la testa della Borne anche se Macron prende tempo per il rimpasto. E per ora non è intenzionato a sacrificarla.

Macron è costretto a negoziare con tutti

I centristi MoDem non sono più così decisivi. L’unica forza che sembra avere le idee chiare è l’ex Front national. Una scommessa storica per la destra sovranista. Tanto che Marine Le Pen annuncia di non voler riprendere la presidenza del partito per guidare la nuova “fase francese” dall’Assemblée. E invitare i suoi a negoziare con tutti. A partire da chi, tradizionalmente dall’opposizione, dovrà supervisionare l’elaborazione della finanziaria.

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