M5S, lo sfogo in chat di Azzolina contro Conte: «È circondato da piromani incapaci di ragionare»

27 Giu 2022 17:15 - di Redazione
Azzolina

M5S mai coì vicino all'”ora X” dell’implosione. La rogna del giorno ha le fattezze di Lucia Azzolina, già controversa ministra della Scuola ai tempi del Conte-bis. Un suo messaggio vocale postato nella chat interna è finito chissà come nella redazione dell’AdnKronos, che lo ha (ovviamente) pubblicato. Una sorta di lunghissimo sfogo a giustificazione del suo approdo alla corte di Di Maio. Ma anche una testimonianza circa il clima tossico che ormai avvolge il MoVimento a causa dei «continui scontri» tra Grillo e Conte. «Non potevo restare in un ambiente in cui si pensa solo a questo (doppio mandato, ndr), dove si studia su quali circoscrizioni mettere quelli vicini a Conte».

Anche la Azzolina denuncia il clima d’odio

Ma il vero motivo del suo risentimento è la fuoriuscita dal ministero. «La nascita del governo Draghi – spiega la Azzolina – prevedeva non ci fossero rompiscatole. E io ero giudicata la rompiscatole per eccellenza, perché ho sempre sbattuto i pugni su tavolo per i soldi sulla scuola». Ma alla sua decisione ha contribuito anche la «finta democrazia diretta» che caratterizza il M5S. «Per cinque mesi – ricorda – abbiamo chiesto un’assemblea con Conte e non ci è stata concessa per silenziarci. Ma quando si mette la polvere sotto al tappeto prima o poi la polvere viene a galla». Il problema non è tanto Giuseppi, quanto il suo cerchio magico. «Al fianco di Conte – accusa la Azzolina – non ci sono persone che sanno mediare, ma degli incendiari, dei piromani».

«Sulle restituzioni figli e figliastri»

E ancora: «Ho visto scattare foto in Transatlantico ai colleghi per vedere con chi parlano, per vedere chi é fedele e chi no». È la tesi del M5S come covo dell’odio avanzata da Di Maio. L’ex-ministra l’adotta continuamente: «Se 60 di noi sono andati via non é per congiure di palazzo, ma perché eravamo stanchi di stare in un clima da notte di lunghi coltelli». Lamenta «figli e figliastri», la Azzolina, anche sul tema delle restituzioni. «Io – assicura – avevo restituito tutto con regolarità». Non così altri. «C’è gente ai vertici che aveva fatto finta di restituire e invece aveva restituito alla protezione civile del proprio territorio, prendendoci tutti in giro. Ma sono coperte queste cose». Accorato il finale: «Ci sono altre cose che non posso dirvi. Siete liberi di cacciarmi dalla chat. Ma se volete avere rapporti con me privatamente io ci sono».

 

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