Lo sfondo della Gioconda è in provincia di Pisa: lo rivela la nuova scoperta scientifica di Pascal Cotte

venerdì 3 Giugno 19:45 - di Eugenio Battisti

Il paesaggio che fa da sfondo alla Gioconda di Leonardo da Vinci è toscano. “Più precisamente è quello della valle dell’Arno vicino alla torre di Caprona, a Vicopisano”, nel Pisano. La nuova identificazione del capolavoro di Leonardo  è stata fatta dallo studioso francese Pascal Cotte. Il ricercatore e direttore della Lumière Technology  ha presentato la sua scoperta oggi a Vinci. Nel corso dell’incontro con la stampa dal titolo “La Gioconda svelata dalla scienza. Una nuova scoperta mondiale”. L’identificazione del paesaggio è avvenuta a partire dalla digitalizzazione della Gioconda realizzata dallo stesso Cotte. Su richiesta del Louvre di Parigi, dove ha sede l’opera d’arte che ritrae Monna Lisa.

Lo sfondo della Gioconda si trova in provincia di Pisa

“Studiare Leonardo è stimolante, ci offre sempre uno spunto in più di ricerca”, ha detto il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia. “Ed è anche l’occasione per scoprire aspetti nuovi della vita del genio rinascimentale. Ed è bellissimo vedere come arte e scienza, che sembrano due mondi diversi, siano in realtà collegate tra di loro. Come Comune la nostra volontà è esaltare Leonardo a 360 gradi. Andando ad analizzare ogni singolo dettaglio di una figura che ha cambiato il mondo”.

La scoperta della grotta a Uliveto Terme

Lo studio delle carte geografiche disegnate da Leonardo e due schizzi con la sanguigna, pubblicati da Carlo Pedretti, hanno permesso di confermare questa identificazione paesaggistica. E di ripercorrere il passaggio di Leonardo sui monti pisani, da Vicopisano, Cascina, Calci. Sylvain Thieurmel, ricercatore specializzato nella pittura di Leonardo, ha effettuato una serie di ricerche in Toscana. Ipotizzando che l’artista-scienziato fu accompagnato dal suo allievo e amante Salai. Dalla torre di Caprona alla Verruca. La sua ricerca lo ha portato alla scoperta anche di una grotta situata a Uliveto Terme. Una maestosa roccia che assomiglia peraltro al paesaggio che Leonardo dipinse nella “Vergine delle Rocce, sempre al Louvre.

La nuova tecnica rivoluzionaria sul dipinto

Fondamentale nelle nuove ricerche è stata la tecnica scientifica Layer Amplification Method. Grazie alla quale sono stati scandagliati in maniera non invasiva gli strati nascosti sotto la superficie del dipinto. Scattando anche immagini multispettrali in alta risoluzione. Ricostruendo così l’esatta cronologia della creazione dei vari stati dipinti. Già nel 2015 Cotte aveva formulato la tesi secondo cui dietro il ritratto più enigmatico della storia dell’arte ci fosse uno schizzo preparatorio. Non visibile a occhio nudo, una sorta di identità nascosta della Monnalisa. Ora, grazie allo stesso processo di digitalizzazione, la novità riguarda il paesaggio. Tra i risultati più sorprendenti c’è l’ipotesi che alle spalle della Gioconda ci sia la Torre di Caprona, a Vicopisano.

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