Vandalismo contro la Gioconda al Louvre: un folle lancia una torta in faccia a Monna Lisa (video)

lunedì 30 Maggio 7:41 - di Gabriele Alberti
La Gioconda

La Gioconda di Leonardo da Vinci, il quadro più famoso al mondo, è stato vittima di un gesto vandalico. Per fortuna la tela è ricoperta uno spesso vetro e quindi ha impedito che venisse danneggiata. Un gesto preparato: il vandalo si è avvicinato al quadro su una sedia a rotelle e per camuffarsi indossava anche una parrucca. Ma sotto la giacca aveva una torta che, quando si è trovato vicino, ha lanciato contro il quadro.

La Gioconda rischia grosso: cosa è accaduto al Louvre

 Davanti al quadro, alla teca, c’è sempre una ressa notevole, che in questo caso ha assistito stupefatta al gesto. Gli addetti alla sorveglianza e la polizia hanno immediatamente bloccato l’autore del gesto. Tutti i visitatori a riprendere con i cellulari l’episodio che sta facendo il giro del web. In uno di questi si vede l’aggressore, con indosso parrucca e berretto, lanciare proclami a favore della protezione del pianeta, mentre viene scortato all’esterno del museo dagli addetti alla sicurezza.

 Il vandalismo contro La Gioconda ha avuto molti precedenti

 L’identità dell’uomo non è stata resa nota né i motivi che lo hanno spinto a compiere il gesto. La fama e il valore del capolavoro di Leonardo da Vinci ha purtroppo sempre attirato anche le attenzioni di malintenzionati: nel 2009 una visitatrice russa lanciò una tazza da tè che andò a infrangersi contro la teca di vetro. Precedentemente nel 1956 in due occasioni, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra,  fu lievemente danneggiata dal lancio di acido e di un sasso. L’episodio che, però, resta nella storia, è il furto del 1911.

Il furto rocambolesco del 1911

Autore il decoratore italiano, emigrato in Francia, Vincenzo Peruggia. Si nascose in una stanzetta del Louvre e alla chiusura tolse la Gioconda prima dal gancio (all’epoca non c’erano gli attuali sistemi di sicurezza e le attenzioni dei nostri giorni) e poi la tela dalla cornice, per uscire dal Louvre dal retro. Furto che venne denunciato molto tempo dopo (la sicurezza pensava che la tela fosse dal fotografo). Per due anni ci fu la caccia al quadro e girarono le ipotesi più strane, ma la Gioconda era nella casa di Peruggia, non lontano dal Louvre, arrotolata in un baule ai piedi del letto. La portò addirittura in Italia, evitando tutti i controlli (ci fu una vera mania collettiva: la Gioconda rubata venne “avvistata” ovunque) perché avrebbe voluto vendere l’opera alla Galleria degli Uffizi. Per lui, solo l’Italia avrebbe potuto custodire il capolavoro. Ma il direttore degli Uffizi si presentò da Peruggia con i carabinieri.

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