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papà di Elena
Cronaca

Il papà di Elena: “Martina è un mostro”. E accusa: “È un omicidio premeditato, studiato in ogni particolare!”

17 giu 2022 di Greta Paolucci

Martina Patti, la 23enne accusata dell’omicidio della figlia Elena, è in carcere in isolamento. La polizia penitenziaria la controlla a vista. L’infermeria del carcere è a disposizione per qualunque soccorso psicologico estemporaneo. E ha chiamato la donna più volte per verificare il suo stato d’animo, trovandola apparentemente serena e tranquilla. Nelle prossime ore l’indagata – che da qualche giorno non parla con nessuno – e che invece il suo legale descrive come una persona «provata» che «quando parla di sua figlia è travolta dall’emozione e piange» – comparirà per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Daniela Monaco Crea. Un appuntamento utile alla convalida del fermo per omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. E mentre lei aspetta lo svolgersi degli eventi in silenzio e guardata a vista, il papà della bimba uccisa dalla madre, parla. Piange, Si sfoga e restituisce della ex compagna un quadro tutt’altro che fumoso e incerto.

Il lungo sfogo del papà di Elena: «La mamma è un mostro»

Insomma, le certezze sono poche ma schiaccianti: a partire dalla confessione della donna, passando per le contraddizioni rese dall’indagata nel corso degli interrogatori. Fino al ritrovamento del corpicino di Elena, straziato dai colpi fatali. Di contro, però, gli inquirenti al lavoro sul caso sono chiamati a colmare buchi e lacune che l’indagine presenta con il mancato ritrovamento dell’arma del delitto (si pensa che l’omicida possa aver usato un coltello da cucina). I dubbi sulla scena del crimine, che potrebbe essere la casa dopo madre e figlia vivevano, ma anche il terreno limitrofo dove poi la Patti avrebbe occultato le spoglie della bimba uccisa. Le incertezze su movente e possibili complici. E, infine, c’è anche il tema della premeditazione: che l’accusa sostiene e formalizza. Ma che l’avvocato della donna accusata di aver ucciso la figlia, riconduce a “ipotesi investigative”. Tutti elementi al vaglio degli investigatori. Dubbi che carabinieri e scientifica potrebbero risolvere con un ulteriore sopralluogo nell’appartamento della donna per altri rilievi, e con l’autopsia sulla piccola, attesa per oggi.

Bimba uccisa, il papà della piccola: «La madre non meritava una figlia come Elena»

Intanto, come anticipato in apertura, parla il papà di Elena. E in un lungo sfogo, sotto forma di messaggio inviato alla sorella, racconta la sua verità. Esterna il suo dolore, il suo sgomento. Come tutto il suo amore per quella «figlia speciale e unica in tutto», strappata alla vita e agli affetti con violenza. Uno strazio che nelle parole diventa rabbia contro quella mamma che l’ex compagno definisce «un mostro», e che, aggiunge, «non si meritava una figlia come Elena»…Ma andiamo con ordine. Il lungo, struggente discorso dell’uomo, comincia così: «Mi chiamo Alessandro Del Pozzo, sono il papà di Elena. Non avevo nessuna intenzione di rilasciare un intervista perché sono troppo addolorato da ciò che è successo, ma lo reputo giusto nei confronti di mia figlia. Ho sentito parlare di pazzia e di gelosia morbosa ma non ho sentito parlare di cattiveria e di sadismo. Come si può reputare un raptus quello che ha fatto Martina??!!»…

L’uomo insiste a parlare di «Un omicidio premeditato e studiato in ogni particolare!»

E ancora. «Un omicidio premeditato e studiato in ogni particolare! I momenti di pazzia sono susseguiti da momenti di lucidità! Momenti in cui non si è nemmeno pentita di aver ucciso la bambina! Bensì ha messo Elena dentro dei sacchi della spazzatura, l’ha sotterrata, si è ripulita e ha ripulito, ha inventato un sequestro creandosi un alibi e ha colpito la sua macchina per inscenare un aggressione!! 24 ore di bugie». Inizia così il lungo sfogo, sotto forma di messaggio, del padre della piccola Elena, la piccola di 5 anni la madre ha confessato di aver ucciso, e oggi in carcere a Catania. Una riflessione che l’uomo ha inviato alla sorella, che poi l’ha girata ai giornalisti. «Un omicidio –  aggiunge Del Pozzo – in cui ci si crea pure un alibi e si occulta il corpo! Non può essere un raptus di pazzia! Ho sentito parlare l’avvocato di Martina il quale può solo fare questo…parlare e sprecare fiato perché davanti la realtà non ci sono parole che possano cambiarla! Amo mia figlia più di ogni altra cosa al mondo è uguale a me in tutto e per tutto! Me l’ha uccisa! me l’ha portata via

Il papà di Elena: «Non potevo mai pensare che l’avrei dovuta proteggere proprio da sua madre»

«Non perché non volesse che legasse con la mia compagna. Ma perché voleva mettermela contro… le parlava male di me ogni giorno. Ed Elena me lo veniva a raccontare!! Non ci sarebbe potuta riuscire – si legge poco più avanti nel lungo messaggio –. Perché io ed Elena siamo una cosa sola e lei la odiava per questo!!! Ha tentato tanto di parlare male di me fino al giorno che ha capito che non ci sarebbe riuscita e ha studiato come ammazzarla!!! Distruggendo la sua innocente vita… ha preso Elena dall’asilo un’ora prima perché già era preparata mentalmente!». Per il papà della piccola, «questa è una chiara prova di una mente sana in grado di organizzarsi!!! Un suicidio sarebbe stato più plausibile! Elena aveva tutta la vita davanti e tanti traguardi da raggiungere! Sono distrutto. Mi sento un vuoto dentro incolmabile. Ho sempre promesso a mia figlia che l’avrei tenuta al sicuro come ogni buon padre farebbe. Avrei dato la vita al posto suo, l’ho chiesto a Dio, ma non accetta sostituzioni! Non potevo mai e, dico mai, pensare che l’avrei dovuta proteggere proprio da sua madre…».

«Martina è un mostro non meritava una figlia come Elena»

Infine, un ultima, amara considerazione: «La legge è sempre pronta ad affidare i figli alle mamme, nonostante in alcune storie i padri siano meglio delle madri! Tutti parlano dell’amore della mamma. Ma nessuno parla mai dei sacrifici che fa un papà… Martina è un mostro non meritava una figlia come Elena speciale e unica in tutto! Elena vive! Ogni giorno! Dentro il mio cuore…».

 

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