“Grillo è sparito, ci ha abbandonato, non gliene frega più niente”: monta la rabbia tra i 5Stelle

giovedì 23 Giugno 16:04 - di Gabriele Alberti

Grillo perché ci hai abbandonato“? Nello psicodramma-scissione del M5S c’è un convitato di pietra per così dire, e si chiama Beppe Grillo. Il comico genovese – che doveva venire oggi, giovedì, a Roma, ma ha rinunciato- si è tenuto  “stranamente” fuori dallo strappo che si stava consumando tra la sua creatura e Di Maio. Solo poche parole qualche giorno prima, aveva parlato, bacchettando tutti per essersi messi sotto i riflettori mediatici. Poi più nulla.  Grillo è rimasto silente, anche se chi gli è vicino lo racconta “dispiaciuto” e “irritato” con entrambi i protagonisti della deflagrazione: Conte e Di Maio. Per questo c’è una “disperazione” che attraversa trasversalmente il partito, fuoriusciti e ortodossi, neo scissionisti e contiani. «Beppe, – si chiedono i più – perché ci hai abbandonato? ». E’ il momento della rabbia, delle recriminazioni.

“Grillo ormai disincantato”: il retroscena

E’ il grido di dolore intercettato da Repubblica in un retroscena. La discesa mancata di Grillo nella capitale sarebbe stato condiviso con Giuseppe Conte, ha fatto capire proprio l’ex premier intervistato e intervenuto in varie trasmissioni. In realtà non è così. Chi dice una cosa, chi ne dice un’altra. «È furioso con Conte, gli ha messo in mano il Movimento e in un anno guardate che casino», dicono alcuni. «Andate a chiedere se si sono parlati, con Di Maio: il loro è un rapporto interrotto, non si sentono più», dicono altri. Ma tutto questo can can non toglie sostanza alle cose. Ossia Grillo avrebbe mollato gli ormeggi. “I più vicini, descrivono come «ormai disincantato»”, lontano emotivamente e psicologicamente dal Movimento da lui fondato insieme a Casaleggio padre.

Genovesi imbufaliti: “E’ sparito, chi lo sente più?”

Alla modalità “Sibilla cumana” con il suo ultimo post, martedì («Siamo tutti qui per andarcene, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata”, si accoppia il fatto che non era neanche andato a votare a Genova. Un messaggio chiaro sul suo grado di coinvolgimento ormai ridotto al lumicino che ora trasversamente nel partito gli imputano: avrebbe potuto fare o dire qualcosa per evitare lo strappo? Per molti sì. Si respira delusione, dispiacere, rabbia per quello che uno dei padri del movimento avrebbe potuto fare e non ha fatto. Oltre alla delusione c’è, dunque, risentimento: «Ha lasciato le chiavi di casa al primo che passava, e ci ha lasciato soli », nota un parlamentare in quota Ipf (Insieme per il futuro). Leggiamo nel retroscena: “«È sparito, chi lo sente più?», si accusa tra i reduci. «Crimi è stato commissario un anno, Grillo doveva intervenire in quel momento, perché – ci si chiede – non l’ha fatto?». Nella sua Genova, dopo il crollo al 4 per cento al voto di inizio mese, serpeggia molta rabbia. E non tanto perché Grillo non sia andato a votare. “Il problema è che sembra non fregargliene più niente”, si sfogano i grillini in città. Con una sintesi, Enrica Sabatini, Associazione Rosseau, signora Casaleggio dà la su diagnosi. «Beppe sconta il fatto di non aver agito nel momento giusto: avesse deciso in tempo per un organo collegiale, si sarebbe creato un altro percorso della storia».

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