Discriminazione al Pride di Bologna: i poliziotti gay non potranno sfilare perché la polizia è violenta

giovedì 23 Giugno 16:47 - di Redazione
pride bologna

Polemiche per il Pride di Bologna, dove sabato non sono graditi i poliziotti gay. Polis Aperta, associazione Lgbtqi+ di lavoratori di forze di polizia e forze armate ha espresso il proprio rammarico.

‘Rivolta Pride’ – che organizza la manifestazione – spiega senza giri di parole il motivo della discriminazione: “La nostra non è una presa di posizione contro Polis Aperta, ma di critica aperta alle forze dell’ordine come istituzione, e come luogo di riproduzione di violenza sessista, omolesbobitransfobica, abilista e razzista”.

“Apprendiamo con sconcerto – dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce del partito Gay Lgbt+ –  che il coordinamento del Pride di Bologna ha fatto divieto alle associazioni di forze dell’ordine e militari Lgbt+ di partecipare al Pride di sabato a Bologna con striscioni o bandiere delle loro organizzazioni, in quanto gli ambienti militari o delle forze dell’ordine sono sessisti e violenti. Ricordo agli organizzatori del Pride che le associazioni Lgbt+ in tale ambito servono proprio per sensibilizzare tali ambienti e tutelare i militari, poliziotti, etc, Lgbt+ e non solo, che sono spesso vittime di quel sessismo e di quella violenza, ancora oggi. Quindi la scelta degli organizzatori del Pride è chiaramente discriminatoria e contro i valori di inclusione del Pride”.

“Il Pride – conclude Marrazzo – non è di chi lo organizza ma è patrimonio di tutti, io stesso da quando ho organizzato il Pride di Roma del 2010 mi sono scontrato con associazioni ed attivisti Lgbt+ che non volevano associazioni di militari o non di sinistra Lgbt+, ed allora come oggi reputo sbagliate tali scelte”.

“Le parole degli organizzatori del Pride di Bologna – secondo gli esponenti leghisti Gianni Tonelli e Matteo Di Benedetto – certificano un fatto che ormai sanno tutti da tempo ma nessuno dice: non sono rappresentativi di tutte le persone Lgbt. Anzi, sono una minoranza rumorosa  che si impone e usa come spada ideologica la vita privata di tutti, anche della maggioranza silenziosa. Condanniamo fortemente l’attacco e le accuse fatte alla polizia e invitiamo il Sindaco e tutti gli esponenti della Giunta e del Consiglio a fare lo stesso e a dissociarsi dagli organizzatori”.

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