Dai «tele-trombati» agli «amici del Pd»: ecco la mappa della Rai disegnata dai nuovi palinsesti

30 Giu 2022 10:54 - di Agnese Russo
palinsesti rai

All’indomani della presentazione dei palinsesti Rai si fa la conta di chi c’è e chi non c’è, che come da tradizione è considerato l’indicatore della mappa di potere all’interno dell’azienda. Lo scenario che ne emerge non sembra riservare novità: dentro nomi vicini al Pd, fuori nomi sgraditi o magari, semplicemente, non tutelati.

Dai «tele-trombati» agli «amici del Pd»: i nuovi palinsesti Rai

In particolare, sono stati i quotidiani Libero e La Verità a mettere insieme i pezzi: il primo concentrandosi sui «Tele-trombati di Mamma Rai»; il secondo sul «Nuovo gioco della Rai: trova gli amici del Pd» e scandagliando i palinsesti della Tv pubblica che verrà canale per canale. Per quanto riguarda Rai 1, Maurizio Caverzan, che firma l’articolo, rileva che non si registrano particolari novità, se non il trasloco su Rai 2 della serie Rocco Schiavone, con Marco Giallini, considerata troppo trasgressiva per l’ammiraglia.

La svolta «gay friendly» di Rai 2

Per quanto riguarda Rai 2, La Verità parla di una svolta «gay friendly»: si va da «Non sono una signora, show di drag queen» alla conferma dell’Almanacco di Drusilla Foer, fino allo «scambio di ruoli nei vari tipi di famiglie (tradizionali, allargate, arcobaleno)» che «animerà il pomeridiano Nei tuoi panni di Mia Ceran». «La svolta gaia di Rai 2», si legge ancora nell’articolo, è opera «principalmente del neodirettore per l’intrattenimento Stefano Coletta che, non potendo arcobalenizzare Rai 1, ha concentrato i suoi sforzi sul secondo canale».

Rai3, da TeleKabul a TeleCairo?

C’è poi Rai 3, con la striscia quotidiana di Marco Damilano Il cavallo e la torre, che andrà in diretta concorrenza con il Tg2 Post e che ha suscitato, tra le altre, anche le proteste dell’Usigrai. Sia Damilano «sia Giancarlo De Cataldo, in seconda serata su Rai 1 con Tempo e mistero, non hanno avuto bisogno dei buoni uffici di un agente professionista perché hanno quelli del Pd che, Michele Santoro dixit, “ha più sedi in Rai che nel resto del Paese”», si legge su La Verità che sottolinea come «Franco Di Mare, il direttore di Rai 3 appena andato in pensione, continuerà a condurre (gratuitamente, ndr) il suo Frontiere».

Ci saranno, inoltre, «Walter Veltroni, editorialista e grande firma del Corriere della Sera, di proprietà di Urbano Cairo, editore di La7», che «dirigerà il documentario Ora tocca a noi: storia di Pio La Torre, in onda su Rai 3», e «Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere del solito editore», che «sarà consulente e autore di editoriali in Storie della tv». Lo stesso Damilano, del resto, trasloca da La7, dove era protagonista a Propaganda Live.

Da Magalli a Giuli e Parisella: i «desaparecidos» in odore di epurazione

Bisogna spostarsi poi su Libero per trovare un elenco dettagliato dei «trombati». Si va da Luca e Paolo, che a differenza della «loro spalla Mia Ceran» non sono stati ricollocati dopo la chiusura di Quelli che il calcio, ad Alessandro Greco, «chiamato ogni volta che scatta un’emergenza tv», ma “liquidato” quando l’emergenza finisce; da Giancarlo Magalli, al quale «hanno tolto tutto» a Franca Leosini, fino al taglio di Anni ’20, il programma condotto da Alessandro Giuli e Francesca Parisella rispetto al quale «secondo i ben informati, il problema sarebbe il “posizionamento”, troppo vicino a FdI in una programmazione molto spostata a sinistra». Fra gli altri «desaparecidos» eccellenti si annoverano poi Bianca Guaccero e Serena Autieri, mentre – scrive Maria Pia Ammirati – è «”silurata a metà” Emanuela Fanelli», «presa in forze dalla direzione Rai Cultura per commentare una serie di documentari sui grandi comici. Come se lei non fosse una grande comica».

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