Crosetto: saluti romani in FdI? E’ come ritrovarsi con il mafioso in lista. Fai di tutto, ma capita…

16 Giu 2022 8:52 - di Redazione
Crosetto

Secondo Guido Crosetto la strategia della sinistra è cambiata: prima il nemico era Matteo Salvini, adesso si comincia il tiro al bersaglio contro Giorgia Meloni. Che si tratti di un copione scontato lo hanno capito tutti, occorre ragionare semmai sulla reazione della leader di FdI. Cosa dovrebbe fare dinanzi a tali esercizi di partigianeria aggressiva?

E’ il metodo della sinistra, afferma Crosetto, utilizzare contro l’avversario il mantra della demonizzazione. «Prima si parte con le accuse di fascismo e o di conflitto di interesse. E poi parte la magistratura».

Un sistema “drammatico perché non consente il confronto sulle idee. È un metodo che costringe la politica a non migliorarsi: io vinco perché distruggo l’avversario”. Quindi Crosetto si sofferma sul comizio in spagnolo che ha suscitato tanto sdegno nel Pd. Intanto, dice, “Giorgia dovrebbe urlare di meno” ma quanto ai contenuti, lo scandalo non c’è.

«La famiglia naturale è presente nella Costituzione». Quanto alla lobby Lgbtq “chi parla di omofobia, non vuole confrontarsi. Lo dico in maniera un po’ secca: sui temi etici Giorgia fa i ragionamenti che fa Papa Francesco”.

Infine, sugli esponenti di FdI che ancora salutano romanamente, il giudizio di Crosetto è molto duro:  «Chi si alza con il braccio teso è come il mafioso che ti trovi nelle liste. Magari hai fatto di tutto, ma te lo ritrovi». Dunque, a conti fatti, Meloni non sta sbagliando nulla. E il polverone sul comizio per Vox è solo strumentale. Sono stati i toni alti – conclude Crosetto – ad avere scatenato la bagarre. Il percorso della leader di FdI è sempre lo stesso, senza doppie facce: costruire una classe dirigente all’altezza di un programma di governo ambizioso.

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