Covid, stop all’isolamento dei positivi? Va in scena il solito teatrino: c’è chi approva, chi dice no e chi frena

17 Giu 2022 15:35 - di Mia Fenice
Covid

Crea dibattito l’ipotesi dello stop all’isolamento per chi ha il Covid. Ad anticipare la possibilità di eliminare la misura «nelle prossime settimane» è stato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, secondo il quale «siamo molto vicini al traguardo». «Del resto – ha sottolineato – l’obiettivo, come abbiamo sempre detto, è quello della convivenza con il virus e se parliamo di convivenza non possiamo non rimuovere» anche questa misura. Ma cosa ne pensano i virologi ed esperti italiani?

Covid, Bassetti: «Spero prima possibile per vera normalità»

Parla di ritorno alla normalità anche Matteo Bassetti , secondo il quale l’iipotesi di eliminare l’obbligo di isolamento domiciliare dei positivi a Covid è «un passaggio fondamentale per ritorno alla completa normalità e convivenza con il virus che è molto diverso a quello del 2020 e 2021, quando mettevamo in isolamento le persone positive perché non erano vaccinate e rappresentavano un pericolo per gli altri. Oggi la situazione è cambiata. Se si farà questo passaggio, spero il prima possibile, sarà quello decisivo per la vera convivenza con il Sars-CoV-2». «È giusto togliere la quarantena per i positivi – sottolinea l’infettivologo – lasciando la libera circolazione delle persone che dovrebbero aver imparato che, se ci sono i sintomi di una infezione respiratoria, devono tutelarsi: o stando casa o indossando la mascherina».

Covid, Gismondo: «Eliminabile già adesso»

Favorevole la microbiologa Maria Rita Gismondo, secondo la quale «con il tipo di patologia che in questo momento dà il virus» Sars-CoV-2, «la quarantena è assolutamente eccessiva, perché» oggi il coronavirus pandemico «è associato a una patologia molto blanda e per malattie virali che causano sintomi analoghi non abbiamo mai rispettato una quarantena». «Sono assolutamente d’accordo – ribadisce Gismondo – e secondo me si potrebbe già fare da adesso».

Pregliasco: «Speriamo in responsabilità»

Per Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, l’eliminazione dell’obbligo di quarantena per le persone positive a Covid «è destino all’interno di un percorso di normalizzazione, ma sperabilmente anche di responsabilità dei singoli». «Oggi il tracciamento è sempre più difficile perché molti non eseguono il test ufficiale», sottolinea l’esperto all’Adnkronos Salute. Quindi, riconosce, che prima o poi cada l’imposizione all’isolamento dei positivi è comprensibile. Tuttavia, se «in passato andavamo a lavorare con l’influenza, tossendo – evidenzia il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi – io credo che nel futuro una persona che andrà in ufficio con influenza, infezioni respiratorie o Covid verrà comunque guardata male». Da qui la speranza di «atteggiamenti responsabili» da parte di chi ha contratto un’infezione, al di là dell’obbligo di quarantena.

Galli: «Rischio ondata anche d’estate»

Stop all’obbligo di isolamento per i positivi a Sars-CoV-2? «Dai numeri della pandemia che vediamo in questi giorni, non possiamo escludere che il virus stia portando a una nuova ondata: speriamo un’ondina, non un cavallone. In questo quadro, prima di togliere ulteriori misure di contenimento manterrei un profilo basso. Perché nel momento in cui eliminiamo un altro strumento di controllo, possiamo avere qualche brutta sorpresa e non in autunno, ma già in piena estate», afferma Massimo Galli. «Dalle avvisaglie che abbiamo, l’indicazione è quella di continuare sulla strada della prudenza e mantenere un atteggiamento di cautela. Pare che la pandemia continui a non voler essere chiusa per decreto».

Covid, Ordini medici: aspettare ancora un po’

Secondo Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), “i dati” di Covid «noi speravamo fossero migliori. In realtà il virus circola ancora molto. È vero anche che queste ultime varianti non sembrano essere particolarmente aggressive in termini di complicanze. Ma il fatto di evitare l’isolamento» in caso di positività «significa farlo circolare ancora di più, il virus. Quindi forse converrebbe aspettare ancora un altro po’» prima di eliminare l’obbligo di isolamento domiciliare dei positivi a Covid “e vedere la piega che prende” l’epidemia. I medici ritengono invece “opportuno mantenere” ancora per un certo periodo di tempo “la prudenza”.

Ricciardi: «Pessima idea»

Mentre per Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, è una “pessima idea”. «Il testing, il tracciamento, l’isolamento – dice all’Adnkronos – sono tutte misure essenziali per il controllo dell’epidemia. E nel momento in cui si perde il controllo della circolazione virale il rischio è imbattersi nel problema solo quando chi si infetta viene ricoverato o muore».

Minelli: «Ragionevole ipotizzare lo stop»

Di diverso avviso l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la medicina personalizzata. «La quarantena rappresenta certamente la retroguardia della battaglia al nuovo coronavirus, per quanto senza dubbio utile in un tempo in cui circolavano le varianti letali del Sars Cov-2 e ancora non c’erano i vaccini. Oggi pensare che la corretta profilassi possa dipendere da 5 giorni o 10 di isolamento appare decisamente anacronistico, tanto più che positività e insorgenza dei sintomi non sembrano più andare di pari passo da quando sono apparse sulla scena le sottovarianti di Omicron. Ecco perché mi sento di condividere l’idea di chi ragionevolmente ipotizza di superare la misura dell’isolamento» domiciliare per i positivi.

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