Bimba uccisa, la procura di Catania: «Inferte più di undici coltellate, una è stata letale»

18 Giu 2022 13:58 - di Redazione
bimba uccisa

Arrivano le prime notizie sui risultati dell’autopsia sulla piccola Elena, la bimba uccisa a Mascalucia. «Dalle anticipazioni del medico autoptico si può dire sin d’ora che i colpi sono stati inferti con un’arma compatibile con un coltello da cucina, non ancora trovato, e sono più di undici. Uno solo è stato letale perché ha reciso i vasi arteriosi dell’arteria succlavia ma la morte non è stata immediata». Lo si apprende, come riporta l’Adnkronos, da fonti della procura di Catania dopo l’autopsia avvenuta ieri pomeriggio sul cadavere della piccola Elena.

Bimba uccisa, quando è avvenuto il decesso

“Il decesso”, inoltre, «è intervenuto dopo più di un’ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13». Dall’esame autoptico potrebbero emergere elementi utili alle indagini. Molti infatti i dubbi che ancora aleggiano su questa vicenda.

Bimba uccisa, l’interrogatorio della madre

Martina Patti, intanto, nell’interrogatorio davanti al Gip, avvenuto in carcere ieri, come riporta l’Adnkronos, avrebbe sostanzialmente confermato gran parte di quanto già detto nelle dichiarazioni rese a carabinieri e procura, ovvero, di “avere ucciso da sola” la figlia Elena, di 5 anni, nel luogo in cui il corpo è stato ritrovato, il terreno a circa 600 metri dall’abitazione.

Il criminologo Lavorino: possibile “sindrome di Medea”

«Siamo di fronte a una “follia fredda”». Lo afferma all’Adnkronos il criminologo Carmelo Lavorino dando una possibile lettura del caso della mamma accusata di aver ucciso la figlioletta Elena di 5 anni, a Catania, e parlando di «disturbi mentali, una forma di depressione. Ha agito in modo crudele per vendicarsi del marito, possiamo anche parlare di una “sindrome di Medea”, una persona che uccide la prole per vendetta verso il marito».

 

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