Ucraina, ora D’Alema fa il pacifista: “La guerra in Kosovo era un’altra cosa. Putin va ascoltato” (video)

martedì 10 Maggio 18:13 - di Davide Ventola
Massimo D'Alema

“Macron ha detto che se vogliamo trovare una soluzione non dobbiamo umiliare la Russia. Francia e Germania cercano una soluzione che, nella solidarietà con l’Ucraina, possa essere una pace vera”: così Massimo D’Alema alla Conferenza Esri Italia 2022, aggiungendo che “la prospettiva di una guerra perpetua sarebbe disastrosa per l’Europa”.

“Noi siamo legati agli americani – ha detto l’ex leader dei Ds – da un’alleanza ma è chiaro da diversi anni che non sempre abbiamo gli stessi interessi. Se l’Europa resterà divisa da una guerra permanente con la Russia, saremmo coinvolti in un inesorabile declino. Mentre ci sono due grandi potenze, la Cina e gli Usa, che possono persino avvantaggiarsi da questo conflitto”. Quindi “qui c’è un grande dramma europeo: se noi europei non troviamo una via d’uscita da una guerra europea, ci condanneremo al declino”.

D’Alema sulla guerra in Ucraina: “La Russia ha torto, ma…”

Inevitabili i riferimenti ai bombardamenti su Belgrado, con D’Alema presidente del Consiglio. In questo momento, osserva, “si avverte un certo deficit di protagonismo dell’Europa”, ha detto l’ex premier ricordando la guerra in Kosovo: “Ma tutta la nostra preoccupazione fu quella di fare la guerra insieme ai nostri alleati ma di cercare una soluzione politica che non umiliasse nessuno. Non fu la Nato ad entrare in Kosovo ma l’Onu. Noi non ci sottraemmo mai alla ricerca di una soluzione politica”.

“Io sono stato tra quelli che sostengono la scelta del governo di inviare le armi perché se l’Ucraina avesse ceduto non ci sarebbe stato spazio per la politica ma occorre che riprenda un’azione politica. La Russia ha torto ma se vogliamo la pace noi dovremo tenere conto anche delle ragioni di chi ha torto e tra queste c’è la necessità che anche la Russia si senta sicura e poi che bisogna preoccuparsi anche dei diritti delle minoranze di lingua russa che vivono nei paesi ex-sovietici”.

 

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