Ucraina, chiesto l’ergastolo per il soldato russo che sparò a un civile inerme. Verdetto atteso per lunedì

20 Mag 2022 15:34 - di Redazione
Ucraina

Ergastolo: questa è la richiesta avanzata a nome dell’ufficio del Procuratore di Kiev dal pubblico ministero Andriy Synyuk  a carico di Vadim Shishimari, il 21enne militare russo che ha confessato di avere ucciso, lo scorso 28 febbraio, Oleksandr Shelipov, un civile di 62 anni nella nel villaggio di Chupakhivka, nel nord-est dell’Ucraina. Lo riferisce l’emittente Suspilne, che ha trasmesso il processo. Di tutt’altro parere il legale del soldato, Viktor Ovsiannikov, secondo il quale Shishimarin «avrebbe solo eseguito un ordine». Per questo, a suo avviso, meriterebbe l’assoluzione. La corte leggerà il verdetto il prossimo 23 maggio.

La difesa: «Il sergente ha eseguito gli ordini. Va assolto»

«Non volevo uccidere», si è difeso il sergente prima della chiusura dell’udienza. Shishimarin è il primo soldato russo a processo a Kiev per crimini di guerra commessi in Ucraina. Una decisione che non ha convinto neppure i più accesi sostenitori accusatori di Vladimir Putin. Anche perché la ricostruzione delle dinamiche dell’accaduto non è pacifica. Secondo il difensore, Shishimarin ha sparato dopo essersi rifiutato per due volte di eseguire l’ordine. Ma per il pubblico ministero Synyuk si tratta di argomentazioni deboli che non cambiano l’essenza del caso. Non proprio quella che si direbbe un’obiezione fondata. Ma è quel che ha sostenuto prima di chiedere per l’imputato la pena dell’ergastolo.

La vittima ucraina uccisa mentre parlava al cellulare

«Sono sinceramente pentito. Ero nervoso in quel momento, non volevo uccidere… però è successo», ha detto Shishimarin. Il soldato ha ammesso di aver ucciso Shelipov, pur se disarmato, sparandogli diversi colpi alla testa con un fucile d’assalto. La vittima era su una bicicletta e parlava al telefonino, circostanza che si è rivelata per lui fatale. Shishimarin si è infatti difeso ricordando che l’ufficiale gli aveva intimato di sparare poiché al telefono l’uomo avrebbe potuto fornire informazioni sulla loro posizione. Shishimarin e altri militari russi si trovavano a bordo di un’auto e stavano scappando dalla milizia ucraina.

 

 

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