Texas, il killer ai bambini: “State per morire tutti”. E uccide una piccola eroina che prende il telefono

25 Mag 2022 18:21 - di Greta Paolucci
Texas

Sono 19 bambini e due maestre sterminate in un blitz sanguinario le ultime vittime dell’ennesima mattanza messa a segno in una scuola americana dall’ultimo feroce killer di turno. Un massacro inconcepibile. Un atto vile e inaccettabile. Una strage, quella appena avvenuta in Texas, che come ha detto nel suo appassionato intervento il coach dei Golden State Warriors, Steve Kerr – in un video straziante diventato virale sul web – non possiamo archiviare come tutte le altre che l’hanno preceduta…

Strage in Texas: l’assalitore si è barricato in un’aula uccidendo bambini e maestre

Una mattanza compiuta a sangue freddo. Avvenuta nella scuola elementare di Uvalde, dove Salvador Rolando Ramos, un 18enne problematico rivelatosi un killer spietato, si è barricato in un’aula e ha fatto fuoco tra i banchi: sterminando 19 bambini di 10 anni e due insegnanti. Sì, perché tutte le vittime della strage in Texas erano della stessa classe. Lo ha dichiarato alla Cnn Chris Olivarez, portavoce del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Texas, aggiungendo dettagli sull’indagine in corso che non fanno che aumentare – se possibile – la portata dell’orrore appena dilagato oltreoceano.

La dinamica della strage in Texas: le vittime erano tutte nella stessa classe

«Questo mostra la completa malvagità dell’assalitore», ha commentato infatti Olivarez, spiegando che mentre Ramos seminava sangue e morte all’interno dell’aula, gli agenti entrati nell’edificio mettevano in salvo i bambini e gli insegnanti nascosti nelle altre aule. Poi hanno cercato di entrare con la forza nell’aula dove era barricato il killer. Che poi è rimasto ucciso in un conflitto a fuoco. «È un’aula piccola, ci potevano essere dai 25 ai 30 studenti. Oltre ai due insegnanti. Non so con esattezza quanti fossero i ragazzi nell’aula», ha aggiunto il portavoce del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Texas, spiegando che oltre ai 19 bambini uccisi – che sono stati tutti identificati – «ci sono altri bambini che sono rimasti feriti».

Una bambina uccisa mentre tentava di dare l’allarme

Sono particolari agghiaccianti, quelli che emergono via via che gli investigatori procedono con i riscontri e le testimonianze. Come quello relativo alla storia della piccola Amerie Jo Garza, una delle 19 vittime che, secondo fonti investigative d’oltreoceano, avrebbe provato a chiamare il 911 (il numero di emergenza) quando ha visto il killer. La bimba, di soli 10 anni, è probabilmente la prima contro cui l’assassino ha fatto fuoco, uccidendola con un colpo di pistola proprio perché  sorpresa con il telefono in mano.

Il messaggio di addio del papà della prima vittima della strage

«Grazie a tutti per le preghiere e l’aiuto per ritrovare la mia bambina: ora è stata trovata. La mia piccolina ora vola con gli angeli», ha scritto poco fa su Facebook il papà di Amerie, Angel Garza, che ha confermato che sua figlia Amerie Jo Garza è una dei 19 bambini uccisi nella strage nella scuola elementare in Texas. Aggiungendo nel suo struggente messaggio di addio alla bambina: «Non date mai nulla per scontato. Abbracciate la vostra famiglia. Dite loro che li amate. Ti voglio bene Amerie, proteggi il tuo fratellino per me», ha concluso il genitore. Che dopo la strage aveva pubblicato un post su Facebook chiedendo aiuto per avere informazioni sulla figlia.

Il killer ai bambini: «State per morire tutti»

E sempre dalla famiglia della piccola Amerie arrivano altri particolari terribili sulla strage. La nonna della giovanissima eroina ha raccontato infatti che «l’uomo armato è entrato e ha detto ai bambini “state per morire”. Allora Amerie ha preso il suo telefono e ha chiamato i servizi di emergenza. E lui le ha sparato»…

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