Stangata a colazione, sale il costo della tazzina di caffè: le città dove l’espresso è più salato

sabato 28 Maggio 19:36 - di Redazione
caffè

I rincari delle bollette si sommano a quelli delle materie prime e così scatta anche il “caro-colazione”. Lo rileva Assoutenti, che segnala aumenti a macchia di leopardo per il prezzo del caffè: il prezzo medio nazionale corre a 1,10 euro contro 1,038 del 2021, con un rincaro del +5,92%. Le città più care sono Trento, Bolzano e Cuneo, con il prezzo della tazzina che va da 1,25 a 1,24 euro. “Stiamo ricevendo negli ultimi giorni numerose segnalazioni da parte dei consumatori che denunciano aumenti dei prezzi dell’espresso, consumati al banco o ai tavoli dei bar di tutta Italia – spiega Assoutenti -. Incrementi dei listini di pochi centesimi di euro, ma che vengono immediatamente avvertiti dai cittadini che ogni giorno si recano in uno degli oltre 160mila bar presenti in Italia”.

I prezzi città per città 

Insomma, non solo luce, riscaldamento, elettricità. Fin dal primo mattino la stangata percepita si riversa sulle abitudini quotidiane. La palma del caro-caffé quindi spetta al Trentino Alto Adige, con i bar di Trento che vendono l’espresso consumato al banco in media a 1,25 euro, 1,24 euro a Bolzano. Anche a Cuneo il caffé costa 1,24 euro. In ben 3 province dell’Emilia Romagna (Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia) l’espresso abbatte la soglia psicologica di 1,20 euro, così come in Veneto (Rovigo e Venezia), mentre a Padova e Vicenza il prezzo medio è di 1,19 euro.

L’espresso meno caro è al sud 

Il caffé più economico d’Italia – avverte Assoutenti – è quello servito al Sud.  Il caffè più economico d’Italia, segnala Assoutenti, è quello servito dai bar di Messina (0,89 euro), seguita da Napoli, città dove l’espresso è una tradizione storica (0,90 euro), e da due province calabresi (Reggio Calabria e Catanzaro, 0,92 euro). Assoutenti ha poi messo a confronto i listini attuali con quelli in vigore lo scorso anno: si scopre che per il caffè al bar i rincari dei prezzi sono generalizzati e raggiungono quota +16% a Pescara, +15% a Catanzaro, +13,6% a Cosenza, +13,5% ad Alessandria, +12,8% a Bari, +12,7% a Cuneo. 

Caffé, prezzi stabili solo in 5 province

Solo cinque province (Napoli, Biella, Lucca, Novara e Macerata) hanno mantenuto stabile il prezzo medio, mentre in tutte le altre città si registrano aumenti anche pesanti. “Nei mesi scorsi avevamo denunciato i primi ritocchi dei listini del caffè nei bar italiani – dice il presidente dell’associazione dei consumatori Furio Triuzzi –: i numeri ufficiali confermano oggi il nostro allarme e il trend al rialzo, che oggi sfiora una media annua del +6%, è destinato a proseguire nei prossimi mesi. A generare i rincari da un lato il caro-bollette, che impone maggiori costi energetici agli esercenti poi scaricati sui consumatori finali attraverso i prezzi al dettaglio; dall’altro le tensioni nelle quotazioni delle materie prime, che hanno portato a rincari per beni come caffè e zucchero. A farne le spese sono i consumatori. In Italia si consumano ogni giorno 9,3 milioni di tazzine di espresso al bar”.

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