Reddito di cittadinanza, a Ferrara scoperti altri 23 furbetti stranieri: lo incassavano senza i requisiti

venerdì 6 Maggio 20:08 - di Redazione
Reddito di cittadinanza

Si allunga la lista dei furbetti del reddito di cittadinanza. I finanzieri del Comando Provinciale di Ferrara hanno individuato, nei primi mesi di quest’anno, 23 persone che hanno illecitamente ottenuto la misura, utilizzando dichiarazioni o documenti falsi, oppure omettendo le informazioni dovute nella dichiarazione di sostituzione unica (Dsu). Oltre alla denuncia alla Procura della Repubblica di Ferrara, i percettori del sussidio sono stati segnalati all’Inps per la revoca o la sospensione del contributo e per il recupero delle somme già erogate, che ammontano ad una somma di circa 165.000 euro.

Reddito di cittadinanza, false autocertificazioni

Si tratta di 23 cittadini stranieri (tra cui nigeriani, rumeni, senegalesi, egiziani, e pakistani), che hanno falsamente autocertificato, nelle istanze prodotte per ottenere il sussidio, di essere, da lungo periodo di tempo, residenti in Italia. Tra le persone controllate che hanno illecitamente percepito il reddito di cittadinanza, ci sono anche due sorpresi a commercializzare marchi contraffatti.

Fermati due immigrati che detenevano marchi contraffatti

I finanzieri della Tenenza di Comacchio durante i consueti controlli economici del territorio hanno fermato, rispettivamente a Lido di Pomposa e a Porto Garibaldi, due cittadini senegalesi che a bordo delle proprie auto detenevano, in grandi sacchi, capi di abbigliamento e accessori contraffatti (Stone Island, Nike, Moncler, Colmar, Armani, Hogan, Palm-Angels, Louis Vuitton, Ralph Lauren, K-Way, ecc.). In totale sono stati circa 200 gli articoli rinvenuti e sequestrati e i due responsabili denunciati alla procura.

Condannati percepiscono il reddito di cittadinanza

Gli ulteriori approfondimenti hanno consentito di scoprire che i due senegalesi risultavano percettori di “reddito di cittadinanza”, nonostante fossero gravati da condanne definitive, intervenute nei dieci anni precedenti, per diverse ipotesi di reato, tra cui anche la ricettazione, reato, tra gli altri, la cui condanna definitiva è espressamente prevista quale causa di esclusione per l’accesso alla misura di sostegno. Per i due senegalesi è scattata anche denuncia per aver dichiarato il falso all’atto della presentazione della domanda di sussidio, oltre alla segnalazione all’INPS per la revoca immediata del beneficio e il recupero di circa 24.000 euro illecitamente percepiti.

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