Rasi, da Omicron 4 e 5 un pericolo reale: usare di più antivirali e monoclonali, assurdo farli scadere

sabato 7 Maggio 10:26 - di Redazione
Omicron

Omicron 4 e 5 sono un «pericolo reale» e in quanto tali «rischiamo un autunno difficile». Pertanto, l’appello di Guido Rasi ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema ed ex consigliere del generale Francesco Paolo Figliuolo, a «utilizzare di più i farmaci che abbiamo contro il Covid-19» è logico e conseguenziale. Tanto che, lo stesso esperto nel rilanciare l’allarme aggiunge: «È assurdo lasciar scadere antivirali e monoclonali nel frigo». Il monito di Rasi – che l’esperto affida a un’intervista rilasciata oggi a La Stampa – esorta dunque a utilizzare di più i farmaci che abbiamo a disposizione contro il Covid-19. A cominciare dagli anticorpi monoclonali, considerando che «sono farmaci che abbiamo già acquistato». E al tempo stesso conferma che «il cocktail di monoclonali e pillole anti Covid riducono la mortalità». Pertanto, incalza l’ex numero uno dell’Ema, «è ora di usarli con generosità»

Rasi, da Omicron 4 e 5 arriva un pericolo reale

Non solo. Di fronte al rischio che si diffondano nuove sotto-varianti super contagiose e immunoevasive come Omicron 4 e 5 – spiega nell’intervista Rasi – «dovremmo approfittare del periodo di bonaccia estiva per capire se il cocktail di monoclonali autorizzato a uso preventivo in chi rischia l’evoluzione in forma grave della malattia da Covid possa funzionare anche contro queste sub varianti. E allo stesso tempo, andrebbe aumentato l’uso degli antivirali». Non solo. Anche i monoclonali a uso preventivo potrebbero aiutare a contenere la mortalità per Covid-19. Tanto che l’esperto aggiunge: «E dico anche che è questo il momento di usarli con più generosità. Perché non sappiamo se poi a ottobre funzioneranno ancora con le nuove sottovarianti», precisa.

L’appello all’utilizzo di antivirali e monoclonali

E ancora. «Li somministrerei a tutti quelli che corrono il rischio di un’evoluzione grave della malattia, per l’età avanzata o perché immunocompromessi. Vanno utilizzati bene, ma vanno somministrati – ribadisce Rasi –. Certo non li darei a un giovane perché non corra il rischio di infettarsi in discoteca. Ma sopra i 70 anni, e a chi è esposto a più rischi di contagio: come sanitari, forze dell’ordine e insegnanti». Anche l’antivirale Paxlovid «utilizzerei ancora di più. Perché nell’80% dei casi, se somministrato entro 5 giorni dalla positivizzazione – ricorda il microbiologo – fa sì che i sintomi non si aggravino. In quest’ultima settimana abbiano visto che c’è stato un incremento del 35% delle prescrizioni. Ora lo hanno ricevuto 12mila pazienti. Ancora pochi, ma il segnale c’è. Evidentemente i medici di famiglia, poco avvezzi a utilizzare farmaci complessi come questo, hanno fatto all’inizio un po’ di resistenza. Ma basterebbero 20 minuti di formazione mirata alle interazioni, da evitare con altre terapie, per risolvere il problema».

Rasi: «Rischiamo un autunno difficile»

Si perché il problema c’è. E al momento si concentra soprattutto nelle sotto-varianti di Omicron BA.4 e BA.5 che l’Agenzia europea del farmaco Ema ha invitato a monitorare con attenzione. Tanto che, sempre secondo l’ex numero uno dell’ente regolatorio ed ex consigliere del generale Figliuolo, «il pericolo è reale. Gli studi condotti in Sudafrica – spiega infatti a La Stampa – indicano che le due sub varianti un vantaggio competitivo lo hanno, altrimenti non avrebbero preso il posto della versione originale di Omicron. E come avremmo dovuto ormai aver appreso dalle altre versioni mutate del virus, se sono più contagiose, nel giro di qualche settimana arrivano. L’estate potrebbe rallentarne la marcia. Ma poi potremmo ritrovarci ad affrontare il terzo autunno problematico dell’era pandemica».

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