Petrocelli non si schioda: «Resto presidente, rappresento un pezzo l’Italia che il Parlamento ignora»

mercoledì 4 Maggio 20:21 - di Fortunata Cerri
Petrocelli

«Io rimango presidente perché credo di dover rappresentare un pezzo di Paese che nel Parlamento italiano non è rappresentato. Perché non devo rimanere alla presidenza della Commissione Esteri se rappresento il pensiero sul tema specifico di buona parte degli italiani?». Come riporta l’Adnkronos, a parlare è il presidente della Commissione Affari Esteri al Senato Vito Petrocelli, stasera in prima serata su Italia 1, nel nuovo appuntamento con Le Iene, condotto da Belén Rodriguez e Teo Mammucari nel servizio di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti.

Petrocelli, le polemiche

Il senatore grillino ha suscitato numerose polemiche fuori e dentro il Movimento 5 Stelle con cui è stato eletto, in primis per aver disertato la seduta congiunta con il premier ucraino Volodymyr Zelenskij e per aver votato contro il decreto sull’invio di aiuti militari al Paese invaso dalla Russia. In questi giorni poi è balzato di nuovo agli onori delle cronache per aver scritto, alla vigilia del 25 Aprile, sulla sua pagina Twitter: «Per domani buona festa della LiberaZione…». Parola scritta con la Z maiuscola all’interno della parola liberazione.

Conte: «Il suo tweet è vergognoso»

Al suo tweet ha risposto duramente il presidente del M5S Giuseppe Conte, con queste parole: «Il suo ultimo tweet è semplicemente vergognoso. Vito Petrocelli è fuori dal Movimento 5 Stelle». La decisione di Conte di espellerlo dal Movimento è stata poi condivisa sia dal ministro degli Esteri Luigi di Maio, che ha chiesto anche le sue dimissioni dal ruolo di presidente della commissione, che da tutti gli altri partiti politici. Nel servizio de Le Iene non mancano le dichiarazioni dell’ex premier Giuseppe Conte: «Petrocelli deve avere la bontà di dimettersi perché, come sapete dai regolamenti, l’espulsione dal gruppo non è sufficiente per rimuoverlo dalla presidenza. Io lo invito a dimettersi perché chiaramente in questo momento lui non è in condizione di poter garantire il buon funzionamento della Commissione, a prescindere dalle sue convinzioni».

Le parole del leader M5S

Per Conte “le ultime uscite” di Petrocelli «hanno compromesso, ecco, quel ruolo quella funzione che aveva il presidente di autorevolezza, imparzialità e, ripeto, garanzia del buon funzionamento dei lavori della Commissione». Al momento, però, come dice il presidente della Commissione Esteri a Monteleone e Occhipinti la procedura di espulsione non gli è stata ancora notificata.

Petrocelli sulla Nato

Petrocelli a Le Iene dice la sua anche sulla North Atlantic Treaty Organization: «Io penso della Nato quello che pensava il Movimento 5 Stelle quando ha fatto il programma del 2018». Il ruolo dell’Italia nella Nato, sottolinea, «andrebbe riformato. Significa che bisogna stare in un’associazione come è l’Alleanza atlantica da pari e non da sottomessi». A chi? «Agli Stati Uniti, soprattutto».

Sulle affermazioni di Lavrov

E l’affermazione di Lavrov su Zaleski ebreo come Hitler? «Avrà avuto le sue ragioni. Io non lo so se Hitler era ebreo, nel senso di quello intende Lavrov». Ma è vero che i russi stanno denazificando l’Ucraina? «Mi sembra di sì». E come la stanno denazificando? Ammazzando donne e bambini civili, bombardando teatri, infrastrutture civili? «No, eliminando questa presenza». E le bombe sulle case? È denazificare?, chiede infine Monteleone. «Lei le ha viste le bombe sulle case del Donbass?», gli ribatte Petrocelli.

Commenti

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  • giovanni romini 9 Maggio 2022

    petrocelli ha pienamente ragione,deve rimanere al proprio posto e fare capire a tutti gli italiani che le armi all’UCRAINA NON DEVONO ESSERE DATE.Giustissima la decisione di CHIEDERE LE DIMISSIONI DI DRAGHI,non è un uomo che ha la possibilità di guidare la NAZIONE.