L’ideona del Pd per battere la destra: cambiare nome. Nasceranno i “Progressisti”

31 Mag 2022 9:22 - di Adele Sirocchi
Pd cambiare nome

Elezioni politiche, il Pd trema e pensa a come arginare la sconfitta. Ne scrive oggi Libero, raccontando che i sondaggi fanno tremare lo stato maggiore del Nazareno. Soprattutto quelli che si riferiscono al Nord dove il M5S è praticamente inesistente mentre al Sud il voto di protesta che aveva premiato i grillini si sposta su Fratelli d’Italia. Un quadro plumbeo per Enrico Letta e i suoi dirigenti. I quali hanno compreso che il “campo largo” teorizzato da Goffredo Bettini e praticato dall’ex segretario Zingaretti, cioè l’alleanza col M5S, è ormai inutile. Sia per vincere che per attrarre elettori.

E allora, scrive Libero, visto che non si riesce a cambiare la legge elettorale, bisogna inventarsi qualcosa “se no, come dice un dirigente dem, «Giorgia Meloni va diritta a Palazzo Chigi». Servirebbe, hanno suggerito alcuni dem esperti di sondaggi al segretario Enrico Letta, una novità: mettere in campo qualcosa di inedito per dare un valore aggiunto al marchio Pd, che oltre queste percentuali non va”.

E così si riaffaccia la solita vecchia idea. Cambiare la facciata per mantenere in vita il vecchio e cadente edificio. “Quella, cioè, di dare vita – scrive Libero – a un nuovo contenitore, ovviamente con un nuovo nome. «Come fece Romano Prodi con l’Ulivo», spiega un dem. Anche allora l’alleanza dei progressisti partiva svantaggiata. Sulla carta valeva meno. Ma l’idea dell’Ulivo – lanciare un nuovo soggetto, con un nuovo nome, per quanto riunisse partiti esistenti -fece fare il salto”.

Rifare l’Ulivo, con un altro nome. Aggrapparsi alla “Cosa 2” per non perdere le poltrone. E sempre con lo stesso scopo: mantenere il potere, evitare l’alternanza, porre argine alla destra anche contro la volontà degli elettori. Impedire cioè all’Italia di essere quello che D’Alema chiamava un “paese normale”. I nomi sono già sul tappeto. “Progressisti” oppure “Alleanza riformista”.

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