L’Europa del futuro parlerà il linguaggio del gender e del laicismo: una sfida per i conservatori

venerdì 6 Maggio 11:39 - di Francesco Severini
Europa

Sono più che deludenti le 49 proposte approvate dalla sessione plenaria della Conferenza dei cittadini Ue. Proposte di cui scrive oggi sul giornale Francesco Giubilei parlando di “trovata pubblicitaria” e di “occasione persa”.

Si trattava di un’iniziativa che dava spazio alle proposte dei cittadini per l’Europa del futuro. Ma alla fine ha coinvolto “solo 674.357 cittadini a fronte dei 446 milioni di abitanti dei paesi Ue”. Quanto alle 49 proposte approvate dalla sessione plenaria della Conferenza in esse non c’è alcun accenno – scrive Giubilei – “alle idee di chi immagina un’Unione europea differente da quella attuale”.

Non vi è alcun accenno alle radici cristiane dell’Europa. “Non solo le parole «cristianesimo», «cristiano», «cristiani» non sono presenti nell’intero documento né tanto temo il tema della cristianofobia. Ma nemmeno la parola «religione» è mai utilizzata”. Si fa solo un distratto accenno al tema della denatalità. E avendo cura di non utilizzare i termini «bambino» o «bambini» così come «figlio» o «figli». Così come non si parla mai di famiglia ma solo di “famiglie” al plurale. Aboliti anche i termini “madre” e “padre”.

Ancora, “si suggerisce di tassare «gli alimenti trasformati non sani» e «istituire un sistema di valutazione a livello europeo per gli alimenti trasformati», ovvero il Nutriscore”.

“Al punto ventisette – conclude Giubilei – si parla di «media, notizie false, disinformazione, verifica dei fatti», un tema particolarmente delicato che si lega alla libertà di parola ed espressione che rischia di essere messa in discussione se si approvasse la proposta di istituire «un organismo dell’Ue incaricato di affrontare e combattere la disinformazione mirata e le ingerenze, migliorando la conoscenza situazionale e rafforzando le organizzazioni di verifica dei fatti e i media indipendenti».

Sono tutti temi, questi, sui quali si giocherà nell’immediato futuro la sfida culturale dei conservatori al laicismo, al linguaggio fluido del gender che abolisce le specificità, al wokismo che censura la storia.

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