Il Concertone del Primo Maggio nel segno della pace, poi arriva Fedez a scatenare la rissa a sinistra

domenica 1 Maggio 17:44 - di Monica Pucci

Il Concertone del Primo Maggio invoca la pace. Sono stati gli ucraini Go-A, la band che ha rappresentato l’Ucraina lo scorso anno all’Eurovision Song Contest 2021, ad aprire la kermesse di piazza San Giovanni. Unici e simbolici ospiti internazionali dell’edizione 2022 del Concerto, nell’anno in cui lo slogan che i sindacati confederali hanno scelto per la Festa dei lavoratori è “Al lavoro per la pace”. I Go-A hanno intonato ‘Imagine’, l’intramontabile brano di John Lennon diventato inno del movimento pacifista, accompagnati da altri artisti di diverse zone del mondo teatro di conflitti. L’inizio della canzone è stato preceduto dalle parole del testo pronunciate in diverse lingue.

Concertone nel segno della pace, ma anche dei veleni di Fedez

Oltre cinquanta gli artisti in scaletta della lunga maratona sul grande palco tornato quest’anno in una piazza San Giovanni gremita di giovani senza mascherina, dopo la pausa di due anni a causa del Covid. A condurre la kermesse, che andrà avanti fino alla mezzanotte, è Ambra Angiolini insieme al cantautore Bugo. Per l’attrice fiato sospeso fino all’ultimo: risultata positiva al covid, contratto nei giorni scorsi mentre girava una una serie tv nella capitale, solo ieri è risultata negativa. Ambra è entrata in scena con un maglione a righe gialle e blu, in omaggio al Paese invaso dalla Russia.

Sul clima buonista della piazza “rossa” è calata la polemica di Fedez, già protagonista negli anni scorsi di denunce e strepiti sulla censura. “Buon primo maggio e buon Concertone a tutti. Avrei voluto essere lì ma credo che il mio invito si sia perso”. Così Fedez ha ironizzato sulle sue storie di Instagram riferendosi alla sua partecipazione all’edizione 2021 del concertone del primo maggio corredata da un fiume di polemiche per l’attacco del rapper ai politici che si erano espressi contro il ddl Zan e per le accuse di un tentativo di censura rivolte dall’artista agli organizzatori.

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