Governo, Letta fa buon viso a cattivo gioco: Conte ha idee diverse? «È normale, è la democrazia»

sabato 14 Maggio 12:56 - di Luciana Delli Colli
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Non è «infastidito», non ha «nessun dubbio» sul fatto che il governo arriverà a fine legislatura, non ha «paura» di un eventuale voto in Parlamento sull’Ucraina. Enrico Letta continua a fare buon viso a cattivo gioco rispetto alle fibrillazioni interne alla maggioranza, in questa fase acuite dai continui attacchi di Giuseppe Conte a Mario Draghi proprio sul tema del conflitto. E cerca di cavarsela con toni ecumenici. «Mi sento di fare un appello a tutti perché l’unità delle forze politiche italiane continui. Se continua, l’Italia può giocare un ruolo importantissimo per la pace e questo può aiutare veramente a evolversi positivamente la situazione, ed è interesse di tutti», ha detto il segretario Pd al Forum “Verso Sud” in corso a Sorrento.

Letta minimizza gli attacchi di Conte al governo

La parola d’ordine sembra essere “minimizzare”, in linea per altro con l’atteggiamento adottato da Palazzo Chigi. «Non sono minimamente infastidito, ritengo che siamo in una fase di dibattito e di discussione in cui è naturale che ci siano posizioni diverse, con sfumature diverse o anche posizioni più marcatamente diverse», ha risposto Letta ai giornalisti che gli chiedevano se fosse infastidito dagli attacchi di Conte al governo.

Le tensioni nella maggioranza? «Il bello della democrazia»

«Io penso – ha proseguito – che questo sia un momento in cui qualunque governo e qualunque maggioranza vivrebbe tensioni. Siamo di fronte a uno sconvolgimento globale, senza precedenti e con degli effetti purtroppo drammatici anche sull’economia, sulla coesione sociale del nostro Paese. Io penso che sia abbastanza naturale che ci siano fibrillazioni e tensioni». Per Letta, dunque, «è un momento in cui è naturale che si discuta e ci siano espressioni anche di punti di vista differenti». «Sta capitando in tutto il mondo, in tutte le democrazie. È la democrazia, il bello della democrazia», ha chiosato.

La certezza che Draghi arriverà a fine legislatura

Insomma, per il segretario Pd è tutto nella norma e ne consegue che «non ho nessun dubbio che questo governo andrà avanti fino alla fine della legislatura. Aggiungo anche che questo è l’ultimo governo della legislatura, se ci fossero crisi di governo adesso non ci si metterebbe a discutere, si andrebbe al voto». «Quindi – ha sottolineato Letta – penso che in questo momento crisi di governo ed elezioni anticipate non siano nei radar, credo fortemente invece che andremo, ne sono straconvinto, alla fine della legislatura».

«Tutto tranne che paura di andare in Parlamento»

E un eventuale voto parlamentare sulle armi all’Ucraina, rispetto alla quale Conte ha sostenuto che Draghi «non ha mandato politico»? Anche su quello Letta cerca di depotenziare l’offensiva dell’alleato-avversario. «La nostra è una democrazia parlamentare che dal Parlamento trae energia, linfa e legittimazione. Quindi, tutto tranne che paura di andare in Parlamento». «Tra l’altro – ha ricordato il segretario Pd –  ci saremo giovedì prossimo, ascolteremo il presidente del Consiglio e diremo la nostra. Se ci sarà bisogno poi dopo di ulteriori passaggi con ulteriori voti non ci sottrarremo».

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