Conte e Giarrusso, battibecco al veleno. Il leader 5S: “Ha chiesto solo poltrone”. La replica: “Bugie diffamatorie”

25 Mag 2022 19:18 - di Chiara Volpi
Conte Giarrusso

Sulle prime Giuseppe Conte prova a sfogare indignazione e rabbia, tutta su Salvini. Quell’ultimo addio al M5S – quello dell’ex Iena Giarrusso – che l’ex premier governa tra strappi e spintoni,  è indigesto non poco. Tanto che, col passare delle ore, quell’ennesimo esodo di un ultimo dissidente – che se ne va sbattendo la porta e annunciando di volerne aprire subito un’altra con un suo Movimento – deve aver lavorato in sottofondo. E così vengono a galla mal sopiti malumori e colpi in canna evidentemente da tempo. E le dichiarazioni del leader grillino non solo assumono toni litigiosi e allusività belligerante, ma lasciano anche trapelare un nervosismo e un risentimento che si fatica a far risalire esclusivamente a quest’ultimo divorzio politico.

Conte: «Giarrusso va via? Non abbiamo bisogno di chi ci danneggia»

Ma tant’è. E così scatta l’aspro battibecco a distanza tra Conte e Giarrusso. A lanciare il guanto di sfida è il leader pentastellato. Il quale, commentando il ciaone dell’ex Iena e attivista a 5S, commenta a freddo: «Giarrusso va via e annuncia un nuovo Movimento. È un elemento di chiarezza, perché noi subiamo già quotidianamente diffusi attacchi dall’esterno. Non abbiamo bisogno di persone che all’interno del Movimento lavorano per danneggiarci». Un clima teso e parole da resa dei conti, che le parole di Giuseppe Conte stigmatizzano in dichiarazioni veloci rilasciate a margine di un convegno alla Sapienza.

Conte: «Giarrusso mi ha sempre chiesto poltrone, mai avvertito dissenso politico»

Ma si sa: la lingua batte dove il dente duole. Deve per questo che, non ancora pago, l’ex premier nei corridoi della Sapienza proprio non resiste alla tentazione di declamare e recriminare sull’ennesimo fuga da una galassia pentastellata sempre più funestata da addii e ricorsi. Polemiche e fronde. E così, (tanto per rincarare la dose?), Conte incalza. Ci ritorna su. E di straforo infila un’altra stoccata all’ex componente della compagine grillina sempre più assottigliata. E aggiunge: «Giarrusso l’ho incontrato tante volte. Ci ho parlato tante volte al telefono. L’ho incontrato sei-sette volte nel mio studio privato. Anche di domenica. Mi ha sempre parlato e chiesto poltrone. Posizioni. Vicepresidente. Delegati territoriali, e via discorrendo. Non ho mai avvertito che ci fosse un dissenso politico. Vengo a sapere oggi per la prima volta che la ragione del dissenso sarebbe il fatto che non è favorevole al sostegno al governo Draghi»…

Conte e quel provocatorio invito alla coerenza…

Un colpo sotto la cintura, inferto non proprio in punta di fioretto, quello di Conte a Giarrusso, a cui peraltro, come noto, l’ex premier rivolge anche un invito veemente alla  coerenza. Per il quale, addirittura, l’avvocato pugliese sottolinea e rimanda alle sue parole e a una sua convinta motivazione: «Chi lascia il M5S – ha detto in passato – deve lasciare anche l’incarico ottenuto tramite il M5S. Lui è europarlamentare e per il Movimento questa posizione è strategica… sia conseguente. Lasci anche quell’incarico». La misura deve essersi colmata a quel punto. Perché Giarrusso, sollecitato, replica e rilancia.

La replica di Giarrusso: da Conte «parole false e diffamatorie»

«Trovo imbarazzanti le parole di Conte perché completamente false e quindi diffamatorie. Mi stupisco, perché l’ho sempre difeso e non mi aspettavo da lui una bugia del genere», rimarca l’eurodeputato siciliano. Che prima tiene a precisare di non aver «mai chiesto poltrone» e di «non avrei avuto motivo di chiederle: l’unica poltrona che ho, l’ho guadagnata col record di preferenze mai ottenuto da esponenti 5 Stelle». Poi conclude con i fuochi artificiali: «Ho sempre suggerito e chiesto a Conte di far votare ai nostri iscritti i membri del suo organigramma. O almeno una parte. Ma Conte, che si vanta palando di democrazia diretta, ha sempre e solo nominato lui i membri dell’organigramma. Circondandosi di yes men». Così, mentre l’ultimo straccio volato in casa grillina ancora non ha toccato terra, Giarrusso si prende l’ultima parola e chiosa: «Sono amareggiato. Ma – insiste – non accetto che si raccontino bugie diffamatorie sul mio conto»…

 

 

Commenti

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  • fabio dominicini 26 Maggio 2022

    Il cosidetto leader 5S accusa Giarrusso di chiedere “poltrone” !?
    Lui, a cui malauguratamente ed inaspettatamente hanno destinato una, non la vuol più mollare, anzi se ne sta incollato con il mastice !

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