Cinghiali, aumentano i casi di peste suina ma ancora non si decide nulla. E gli animalisti già sbraitano

sabato 14 Maggio 18:59 - di Redazione
cinghiali

“Dall’Istituto Zooprofilattico confermano che i casi positivi” di peste suina a Roma “sono sei tutti riferiti alla stessa area”. Cioè la riserva naturale dell’Insugherata. Lo ha detto ieri l’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che dice di attendere dal governo le misure per ridurre la pressione dei cinghiali.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che è commissario nazionale per l’emergenza peste suina, ha a sua volta affermato che occorre ridurre il numero dei cinghiali ma gli animalisti si mettono già di traverso, parlando di futuri “bagni di sangue”.

“Per pochi casi di peste suina e per le incursioni di cinghiali in alcuni abitati, dovute ad attività antropiche (per esempio il non corretto smaltimento dei rifiuti) – afferma l’Oipa – si vogliono armare i cacciatori e risolvere nel sangue un problema che andrebbe affrontato in maniera scientifica e non sull’onda dell’emotività”.  L’idea di Angelo Ferrari, commissario straordinario regionale per l’emergenza peste suina, era quella di un prolungamento dell’attività venatoria da tre a cinque mesi. Idea che non sembrava dispiacere al sottosegretario Costa.

L’altolà degli animalisti ha prodotto la solita indecisione su un problema che i cittadini continuano a segnalare. Il commissario nega che vi saranno abbattimenti, gli animalisti raccolgono firme su decisioni che non sono state ancora prese, l’invasione di cinghiali continua e i rifiuti restano a terra non smaltiti.

Un copione che va avanti da anni. La Regione Lazio – riferisce Il Messaggero – “si è intanto impegnata a provvedere nell’istallazione delle cancellate che dovranno assicurare il contenimento degli animali. In attesa, gli ingressi della riserva dell’Insugherata vengono pattugliati di notte e giorno dalle pattuglie della Polizia Locale e dalla Protezione Civile.
Gli animali però, continuano a uscire da quella che ormai viene considerata un’area infetta. Ancora ieri un esemplare è stato avvistato nel laghetto di Villa Ada. Spaventati e impauriti i visitatori del parco che si sono velocemente allontanati. Giovedì invece al Trionfale un cinghiale infetto e barcollante si è accasciato lungo via Courmayeur”.

L’Istituto zootecnico ricorda ai padroni di cani e gatti che questi  animali che sono vettori passivi della peste suina non corrono pericoli. “Ma appunto, sono vettori e quindi come noi possono attaccare il virus. Sconsigliamo ai padroni in questo periodo di portare i loro animali in agriturismo o negli allevamenti. Ora è necessario proteggere i suini, esposti al contagio”.

 

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