Catasto, Federproprietà attacca il commissario Ue Gentiloni: “Assurdo giustificare la stangata sulla casa”

mercoledì 25 Maggio 10:16 - di Marta Lima

“Le parole del commissario Ue al bilancio, Paolo Gentiloni, che conferma la stangata sul patrimonio immobiliare degli italiani e la giustifica come ‘una necessità per l’Italia di cui penso il governo italiano sia pienamente consapevole’ sono deprecabili e del tutto fuori luogo, se non per il tentativo di mettere pressione alle forze politiche che tengono in vita il governo Draghi e che sul tema hanno provato a trovare un accordo che comunque non evita conseguenze fiscali sui risparmiatori italiani. Da italiano, e da esponente di quel partito che regge l’esecutivo, Gentiloni dovrebbe ricordare di essere al servizio della Ue ma in nome e per conto degli italiani, i cui interessi dovrebbero essere in cima alle sue priorità”. Lo dichiarano il responsabile del Settore Finanze e Tesoro, Riccardo Pedrizzi ed il presidente di Federproprietà Giovanni Bardanzellu, che denunciano come la riforma del catasto nasconda la volontà di realizzare una vera e propria patrimoniale, come del resto la nostra associazione aveva previsto e paventato.
Le parole di Gentiloni dimostrano che la riforma del catasto ‘ce la chiede, anzi, ce la impone l’Europa’ che ha posto condizioni vincolanti all’erogazione dei fondi del PNRR in spregio alla sovranità popolare”, come fin dall’inizio di questa telenovela avevano previsto Pedrizzi e Bardanzellu.

Il catasto, la stangata e le parole di Gentiloni

“E’ vero che con la riformulazione proposta dell’articolo 6 della legge delega viene eliminato il riferimento esplicito “ai valori patrimoniali” del bene, che se fosse rimasto sarebbe stato un vero e proprio disastro, ma si conferma che le rendite catastali attuali saranno affiancate da una rendita ulteriore con aggiornamento periodico. Non va dimenticato inoltre che nel 2020 la pressione fiscale è cresciuta in Italia ulteriormente dello 0,7%, arrivando al 43 contro una media Ocse del 34%. E se il calcolo viene fatto rapportato solo al gettito dei redditi di coloro che pagano tasse ed imposte, la pressione tributaria italiana supera il 48%. Del resto la riforma del Catasto era un progetto già definito che fu bloccato cinque anni fa dal premier, Matteo Renzi, sapendo e prevedendo che sarebbe stata impopolare”, concludono Pedrizzi e Bardanzellu.

Commenti

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  • Adelio Bevagna 26 Maggio 2022

    nel caso non la pensasse come loro, non avrebbero mai preso un italiano nel pajolo dell’europa.