Calenda confessa la passione per le canne e l’invidia per la Meloni: “Sogno il suo 20%”

giovedì 5 Maggio 15:40 - di Marta Lima

Carlo Calenda, fondatore di Azione, strappa una paginata di intervista al Corriere della Sera per promuovere il suo ultimo libro  ma anche per raccontarsi in un modo inedito e confidenziale, pure troppo. Confessa di essersi fatto le canne, di aver fatto l’attore per caso e di essersi convinto di non poterlo fare e  di essere stato una “testa calda” prima di approdare a una visione liberale e moderata della politica.

Il bambino “testa calda” che faceva a pugni per strada

“A 14 anni, ho completamente deragliato, ho cominciato a farmi le canne, a non andare a scuola, sono stato bocciato, poi ho avuto una figlia a 16 . Ho fatto tutto quello che serviva per dire: non mi rompete. Frequentavo brutta gente, facevo a pugni, mi rompevano il naso, facevo politica in modo violento. Ma, nell’istante in cui è nata Taj, sono cambiato. Mamma mi ha cacciato di casa e sono andato a vivere da nonna. Con la bambina, ho fatto proprio il padre, non ho delegato. E, in un giorno, ho recuperato l’anno perso a scuola, mi sono messo a vendere polizze. Mi sono laureato lavorando”, racconta. A vederlo oggi, non si direbbe, ma magari ai semafori, anche adesso…

Calenda, il salto in politica e il sogno di imitare la Meloni

“Vivo per lasciare una traccia che migliori il mio Paese. Mia madre mi ha sempre spronato a fare grandi cose. Per quanta fatica costi la politica, oggi sono un uomo molto più felice di quando guadagnavo un milione di euro lavorando meno. Lo sono perché ho trovato il mio posto” dice con orgoglio, spiegando la scelta di abbandonare un lavoro molto remunerativo per l’impegno in politica.

“Nel 2012, lavoravo a Napoli, andavo in barca a mangiare a Nerano. Lasciai quando fu creata Italia Futura e poi mi candidai con Scelta Civica. Ho fatto cinque anni da ministro senza essere parlamentare e ho speso tutti i risparmi, ma mia moglie Violante me lo dice sempre: sei più felice adesso. È una decisione che non ho rimpianto e neanche lei”. Poi il racconto della bella e drammatica storia d’amore con la moglie malata: “Se la vede adesso, è più bella di prima. E ora è amministratore delegato della Komen, una Onlus per la prevenzione del tumore al seno: ha girato quello che le è accaduto di male in bene”.

“Ha mia moglie ha trovato il senso della vita”, spiega Calenda, per poi parlare delle sue amibizioni politiche. Lei come pensa di cambiare un Paese con un partito al 5 per cento? “Facendolo arrivare al 20, come ha fatto la destra, andando in giro per l’Italia e facendo capire che non sono una moneta falsa. Io non credo che le persone non vogliano migliorarsi o vogliano che i loro figli stiano dieci ore sui videogiochi, invece di avere cultura e prospettive”.
Mai dire FdI, mai dire Meloni, meglio tenersi vaghi… In bocca al lupo, Calenda.

 

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