Azovstal è espugnata. Ma il gigante d’acciaio resta al centro della scena: le trattative ripartono da lì (video)

21 Mag 2022 15:28 - di Lorenza Mariani
Azovstal

Qualcosa si muove. Azovstal è caduta e ora Mosca valuta lo scambio di prigionieri tra i soldati dell’Azov e l’oligarca Medvedchuk. I soldati ucraini, che hanno presidiato l’acciaieria di Mariupol fino all’ultimo istante possibile, meritano l’onore delle armi. E se quella in corso fosse una guerra rispettosa di dignità e codici non scritti, la resa sarebbe stata nobilitata dal gesto. Ma tant’è, l’ultima sacca di resistenza è caduta. E ora l’imponente struttura di cemento armato e acciaio è vuota e totalmente sotto il controllo delle forze armate russe. Lo afferma il ministero della Difesa di Mosca, Sergei Shoigu, citato dall’agenzia Tass. Lo testimoniano i siti di tutto il mondo. Come lo dimostrano, a suon di immagini, i video che circolano insistentemente in rete da 24 ore a questa parte. Immagini senza sonoro che raccontano e commentano tutto, senza parlare. Come quelle che riportiamo qui sotto da Youtube.

Azovstal è vuota: i soldati ucraini stremati, ma vivi. Sconfitti, ma non vinti

E allora, anche Serhiy Volynskyi, comandante dei marines che difendono Mariupol, ha lasciato Azovstal. Il video è stato mostrato dai media russi. In quei frammenti di storia, Volyna afferma che «non ci sono più Marines nell’acciaieria». Tutto resocontato sul canale Telegram di Ria Top News… Stremati, ma vivi. Sconfitti, ma non vinti. Arresi ma non umiliati. I militari difensori di Azovstal – conferma il presidente Volodymyr Zelensky sulla testata Pravdasaranno al sicuro ma devono essere scambiati. «Gli è stato detto di abbandonare l’acciaieria per preservare vite umane. La dirigenza militare lo ha comunicato a tutti».

Azovstal espugnata torna al centro della scena: le trattative possono ripartire da lì

Il resto dipende dalle responsabilità che l’Onu. La Croce rossa internazionale. E la Russia stessa si sono assunti. Finanche il presidente Zelensky. Che, nel corso di un’intervista al canale Ictv, ha fatto trapelare un’apertura importante: «I negoziati con la Russia sono possibili, in quanto è stata rispettata la condizione posta e le vite dei difensori di Mariupol sono state preservate». Pertanto, il ventre della balena d’acciaio è vuoto. Nei suoi cunicoli non ci sono più truppe asserragliate. «Il comando militare superiore ha dato l’ordine di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città di Mariupol», ha detto nel suo ultimo video il comandante di Azov, Denis Prokopenko.

L’acciaieria simbolo della difesa di Mariupol e dell’Ucraina mentre la battaglia infuria a est

Prokopenko, che lunedì aveva dato il via libera alle uscite dei suoi commilitoni dopo il primo diktat sulla resa giunto da Kiev. Lui, il comandante di Azov, che è stato portato via «con un veicolo blindato speciale». Il leader sul campo, con cui si sono arresi tutti i 2.439 combattenti ucraini. L’operazione e la completa liberazione della fonderia è chiusa. Eppure la Azovstal resta il nucleo portante delle trattative sempre menzionate, ma di fatto mai realmente esaustive. E così, dopo 86 giorni di resistenza. Di dialogo diplomatico a distanza. Di operazioni lampo e strategie belliche, l’acciaieria simbolo della difesa di Mariupol e dell’Ucraina, per quanto espugnata, torna al centro della scena. Significativamente, mentre l’offensiva sta vivendo una nuova drammatica accelerazione nell’est dell’Ucraina…

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