Al raduno leghista a Roma manca Fedriga. Spunta invece Apicella: “Salvini è il migliore”

sabato 14 Maggio 17:01 - di Stefania Campitelli

La Lega è un elemento di stabilità. Questo il fil rouge dell’intervento di Matteo Salvini al centro eventi La Lanterna, in via Tomacelli, nel cuore di Roma. Dove si tiene il primo incontro voluto dal leader leghista all’insegna dello slogan ‘ascoltiamo il paese, lavoriamo per ripartire’. Ad aprire i lavori della conferenza programmatica il senatore Armando Siri, responsabile dei dipartimenti del partito. Scenografia dominata dal blu, nessun palco, ma un divano e poltrone per accogliere gli ospiti. Tra i quali non c’è e non ci sarà Massimiliano Fedriga. Un’assenza casuale? Non proprio. Entrambi negano che ci siano dissapori ma sulla stampa il mancato invito è subito un caso.

Al via la conferenza programmatica della Lega a Roma

Dalle colonne di Repubblica Salvini sembra pronto, così dice il quotidiano ‘non amico’, a lanciare la sfida a Fratelli d’Italia, reduce dal successo della tre giorni di Milano. “Venti appuntamenti in altrettante regioni, una sorta di congresso diffuso che però congresso non è”. Quello ‘vero’ difficilmente si farà prima delle politiche. A Roma sfilano tutti i big, schierati ai nastri di partenza del tour lungo l’Italia. Assente, invece, il governatore del Friuli Venezia Giulia. Nessun ‘caso’, precisa Fedriga, grande oppositore alle tentazioni no vax dentro il Carroccio. Mentre il collega veneto, Luca Zaia, sarà in videocollegamento. Come Giancarlo Giorgetti.

Il caso Fedriga, il governatore del Friuli non è invitato

Tra i leghisti a convegno nella Capitale, invece, si fa vivo  Mariano Apicella. Il cantante dei tempi d’oro del berlusconismo, arriva a La Lanterna con chitarra al seguito. “No, non sono leghista”, dice sfoggiando una maglietta con il logo del Carroccio. “Ma mi sembrava giusto dare man forte a Salvini, lui è l’unico leader del centrodestra”. “Berlusconi? Sono stato ad Arcore fino a un mese fa, per un paio di mesi, poi mi sono preso il covid”. Alla fine dedica una strofa a Salvini: “Basta che c’è Matteo. Ma c’è poi sempre Silvio, e Giorgia pure. Non ce l’ammo mai a pijà/, chi ha avuto ha avuto ha avuto/ simmo u popolo da libertà”.

Salvini: l’adesione alla Nato di Finlandia e Svezia non è una priorità

Sul terreno minato della guerra in Ucraina, Salvini a poche ore dal suo intervento prova a nascondere le contraddizioni e i mal di pancia interni al partito. “Allargare i confini della Nato ai confini della Russia avvicina o allontana la pace? Lascio a voi giudicare. Io sono per fare di tutto per avvicinare la pace”. Parole distillate dal leader leghista a proposito dell’ingresso della Svezia e Finlandia nella Nato. “Io sono concentrato sull’oggi. E l’oggi non è l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato, ma convincere o costringere Ucraina e Russia a tornare a parlarsi. Poi dell’allargamento dell’Ue, con l’ingresso dell’Ucraina, e delle adesioni alla Nato di Finlandia e Svezia avremo modo di parlare nei prossimi mesi”, conclude Salvini.

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