A Speranza piace lasciarci nell’emergenza Covid con norme assurde: mascherine a scuola, anziani liberi

lunedì 2 Maggio 18:21 - di Hoara Borselli

Dal 1 Maggio si tornerà alla normalità ci avevano detto. Per capire di quale normalità stessero parlando, basta entrare nelle scuole, dove, gli insegnanti non vaccinati sono relegati negli sgabuzzini, e otto milioni di studenti hanno ancora il bavaglio sul viso.
Sono gli stessi ragazzi che terminate le otto ore sui banchi si troveranno a fare sport, a fare gli aperitivi, ed in discoteca la sera, ovviamente senza il feticcio sul volto.
Già questo dovrebbe essere sufficiente per capire che, tenere i nostri giovani ostaggio di questa linea scelta da Speranza, non sia altro che l’ennesima ipocrisia messa in campo dal governo, per mascherarne il fallimento.
Fino a ieri le restrizioni venivano giustificate con la solita litania “ce lo dice la scienza”. Ecco, ora che la scienza si è pronunciata con un secco “non c’è alcuna evidenza che giustifichi ad oggi le mascherine, se non negli ambienti sanitari”, per quale motivo dovremmo accettare silenti questa ennesima violazione?
Possibile che le menti delle persone siano state annebbiate al punto da ritenere che si possa rinunciare alle nostre libertà fondamentali, solo perché ci viene imposto?
L’Italia è l’unico Paese che costringe i nostri ragazzi a doversi mascherare per studiare. Un po’ come colui che viaggia in contromano in autostrada e si chiede come mai tutte le altre macchine procedano al contrario. Un po’ presuntuoso ritenere che stiamo viaggiando noi nel senso di marcia giusto non trovate? E allora perché? Come mai perseverare in questa narrazione emergenziale?
Semplice.
Visto che non c’è più nulla che possa giustificare le restrizioni, si racconta la favola della normalità, concedendo qualcosa ma non tutto.
La politica del controllo non può mollare completamente la presa. E quindi ci raccontano una realtà fatta di ricatti e sensi di colpa.
Vi lasciamo un po’ più liberi ma sappiate che non dovete abbassare la guardia. Il virus è lì, nascosto e subdolo.
Alla prima occasione potrebbe riaffacciarsi. Quindi attenzione, mascherina in tasca e raccomandazione di usarla ogni qualvolta annusiate una situazione di pericolo.
Dobbiamo proteggere i nostri ragazzi a scuola dice il Ministro della salute. Ma proteggerli da cosa, se sono la categoria in assoluto che ha dimostrato di rischiare meno se viene a contatto con il virus? Se da un lato vediamo i ragazzi con mascherine in classe, dall’altro vediamo anziani nelle balere appiccicati, a ballare il walzer senza presidio. Eh già.
Perché alle categorie a rischio il feticcio lo abbiamo tolto, ai più sicuri lo abbiamo ancora obbligato?
Domanda che non trova risposta se non che questo ennesimo provvedimento, sia lo specchio della politica messa in campo da Speranza e la compagine di governo connivente con le sue scelte assurde e contradditorie. Del resto lo abbiamo capito. Finché c’è Speranza non abbiamo la speranza di uscire dallo stato di emergenza.

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