Sgarbi batte ancora Scanzi in tribunale. “Capretta molesta” non era un’offesa, archiviata la querela

1 Apr 2022 9:38 - di Monica Pucci
Vittorio Sgarbi incassa una nuova vittoria nella sua guerra, a distanza, fatta di contumelie reciproche con Andrea Scanzi
Vittorio Sgarbi incassa una nuova vittoria nella sua guerra, a distanza, fatta di contumelie reciproche con Andrea Scanzi, “prezzemolino” televisivo per conto del “Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio. Il Gip del Tribunale di Macerata – come già aveva fatto lo scorso 29 ottobre il Tribunale di Enna – ha ritenuto che le frasi di Sgarbi pronunciate in due video (postati sul proprio profilo facebook in data 11 e il 12 maggio 2020) non siano punibili perché pronunciate “in stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui”. Ovvero, in risposta alle offese, documentate, rivoltegli da Scanzi in programmi tv come Carta Bianca.

Sgarbi batte Scanzi e lo irride sui social

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Le tesi del querelante Scanzi (difeso dall’avvocato Caterina Malavenda di Milano) sono state quindi categoricamente respinte, mentre i giudici hanno dato ragione all’avvocato  Giampaolo Cicconi (difensore di Vittorio Sgarbi) che aveva sostenuto la legittimità delle frasi pronunciate dal critico tv, tra cui “abituato a pratiche sadomaso, cagnolino di Conte, fascistello, cervellino sifilitico, capretta molesta”.
Sul suo profilo Fb, oggi Sgarbi commenta con ironia: “Anche questa volta, invece della nuova moto, lo Scanzetto dovrà accontentarsi di una bici…”.
Il giudice del foro di Macerata, Giovanni Manzoni, ha rilevato che entrambi “usano un linguaggio eufemisticamente colorito”, e ha concluso dicendo che l’indagato poteva legittimamente essersi offeso dalle parole di Scanzi, pur usando anche lui “le stesse modalità espressive”. Querela archiviata e proscioglimento completo per il critico d’arte, che incassa un 2 a 0 clamoroso.

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