“Se muoio, salvatela”: mamma ucraina scrive sulla schiena della figlia nomi e contatti. È già foto-simbolo

martedì 5 Aprile 13:26 - di Giulia Melodia
foto schiena figlia

Capelli biondi, pannolino e sulla schiena i suoi dati anagrafici e un numero di telefono scritti a penna, in modo che, qualora succedesse qualcosa alla madre, qualcuno sappia l’identità della piccola e la persona a cui affidarla. È la foto simbolo della guerra dei bambini in Ucraina. Lo scatto che, nel suo drammatico significato, incarna i rischi e il sacrificio che pendono sulle teste dei piccoli di Kiev, Mariupol, Leopoli, Odessa, Kerson e tutte le altre che abbiamo imparato a conoscere in questo mese e mezzo di invasione. Sangue e morte. Una foto simbolo del conflitto tra Russia e Ucraina, che sta facendo il giro del web.

La foto: mamma ucraina scrive sulla schiena della figlia nomi e contatti

Un’immagine immortalata dalla mamma della piccola, Sasha Makoviy, il 24 febbraio, all’inizio della guerra. Ma la donna non aveva mai avuto il coraggio di pubblicarla. «Ho passato cinque minuti a cercare il pulsante “pubblica”», ha scritto in un suo messaggio social, rilanciato tra gli altri dal Messaggero. «Pensieri e sentimenti si accumulavano, ma non c’era la forza per pubblicarla. Ma dobbiamo parlarne», incalza la mamma voce e emblema di tutte le mamme, consapevole della forza simbolica della sua foto. Uno scatto che non può non toccare. Turbare. E far riflettere chiunque la intercetti sui social…

La mamma nel post che la spiega la foto della schiena della figlia: «Se muoio, salvatela»

Uno scatto, quello con il nome che la mamma scrive addosso a sua figlia Vera nel «primo giorno di guerra». E «nel caso ci fosse successo qualcosa» e quindi qualcuno l’avesse accolta« come sopravvissuta», che la donna ha pubblicato sul suo account Instagram, insieme a una seconda immagine che mostra un foglietto con le stesse informazioni. A proposito del quale, sempre Sasha dice: «Ora le stesse informazioni ce l’ho su un foglio cucito in tasca. Per fortuna, adesso siamo al sicuro. Ma ancora non riesco a convincermi a buttare questo foglio spiegazzato della seconda foto dalla tasca della mia tuta»… Già, perché in quei primi giorni di invasione, come spiega lei stessa, non ha avuto il coraggio di pubblicare.

Una foto simbolo, quella della schiena della bimba, scattata il primo giorno di guerra

«Ho passato cinque minuti a cercare il pulsante “pubblica”», ha scritto la donna. «Pensieri e sentimenti si accumulavano, ma non c’era la forza per pubblicarla. Ma dobbiamo parlarne». Per rendere tutti consci del fatto che la guerra per i bambini d’Ucraina è cominciata agli inizi di febbraio. Quando mentre le truppe russe si schieravano ai confini, le mamme gli cucivano sulle divise di scuola delle toppe con su scritto il gruppo sanguigno, in caso di bombardamenti. E ancora: quando il massacro di Bucha non era ancora immaginabile. Come le bombe sugli ospedali pediatrici e le tante immagini di corpi ammassati in strada. Gettati senza pietà nelle fosse comuni. Le case distrutte e i palazzi polverizzati. tutto quello che è già successo e che continua a ripetersi, in un guerra che colpisce indifferentemente, militari e civili. Donne e bambini.

Lo scatto rilanciato sui social da una giornalista ucraina

E allora, la giornalista del Kyiv Independent, Anastasiia Lapatina, ha ripreso e rilanciato quella foto su Twitter. Con la didascalia, altrettanto emblematica, che recita: «Le madri ucraine stanno scrivendo i contatti dei familiari sui corpi dei loro bambini in caso vengano uccise e il figlio sopravviva. E l’Europa sta ancora discutendo del gas», si lege nel post

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