Retroscena: su tasse e armi Draghi teme la saldatura “gialloverde”. Ecco perché vedrà Salvini

7 Apr 2022 20:41 - di Redazione
Draghi

Non prima della settimana prossima. E dopo il ritorno dalla missione ad Algeri, che avrà luogo lunedì. In ogni caso, Mario Draghi incontrerà Lega e Forza Italia nei prossimi giorni, forse martedì 12. Dopo la bagarre in commissione Finanze alla Camera,i due partiti chiedono al premier «garanzie certe» sul fatto che l’approvazione della delega fiscale non comporti aumenti delle tasse. Una pretesa che, secondo fonti del governo, avrebbe irritato non poco Draghi. Ne fa fede anche la nota diffusa da Palazzo Chigi nel tardo pomeriggio per ribadire nero su bianco che «il presidente Draghi ha dichiarato più volte l’impegno a non aumentare le tasse sin dall’inizio del suo mandato, in Parlamento, in incontri pubblici con il mondo imprenditoriale e industriale, ai vertici internazionali e anche nei vari confronti con i leader delle forze di maggioranza».

Draghi: «Ho già escluso l’aumento delle imposte»

Nel caso della delega fiscale, la nota ricorda che anche di recente Draghi ha precisato che il provvedimento «non porta incrementi sull’imposizione fiscale degli immobili regolarmente accatastati». Tradotto: nessuno pagherà più tasse. Per Palazzo Chigi, dunque, il tema delle tasse è solo un polverone. E Draghi è contrariato dal fatto che l’abbiano sollevato dopo il suo appello all’unità, considerata conditio sine qua non per rianimare la fiducia di famiglie e imprese stressate da Covid e guerra. Un appello cui la maggioranza ha risposto con la quasi-rissa in commissione Finanze.

Il premier teme lo sgambetto di Conte e Salvini

La piccata nota diffusa da Palazzo Chigi segnala tuttavia una preoccupazione del premier. Che non riguarda solo Salvini ma anche Conte, il primo a distinguersi dalla maggioranza su un tema rilevantissimo come l’aumento delle spese militari. Il timore di Draghi è la possibile saldatura del vecchio fronte “gialloverde” con l’obiettivo di fare lo sgambetto al governo per poi correre ad elezioni anticipate, sfruttando la ‘finestra’ delle amministrative di giugno. Un sospetto a cui l’ex capo della Bce avrebbe dato voce anche nel duro faccia a faccia avuto con l’ex-premier e di cui avrebbe informato anche il Capo dello Stato. Altrimenti perché salire al Colle dopo il confronto-scontro con Conte?

 

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