Passato il Covid, il professor Galli si ricicla in tv come politologo: “Sono di sinistra, ma mi ha deluso…”

mercoledì 27 Aprile 8:32 - di Leo Malaspina

Il virologo, a Covid passato, si ricicla alla grande come politologo pur di restare in televisione. “Mi considero un uomo di sinistra? Certo, ma senza nessun tipo di inquadramento“, ha spiegato ieri sera il professor Massimo Galli, già direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite di Cartabianca di Bianca Berlinguer, su RaiTre. Il suo è un atto d’accusa nei confronti della sua sinistra, senza un briciolo di autocritica sulla gestione del Covid, sulle perfomance del “suo” ministro Speranza e sulle beghe quotidiane, dalla guerra alle mascherine.

Galli e la sinistra che lo disturba…

“Cosa mi disturba di più è questa malattia infantile della sinistra che continua a frazionarsi, frazionarsi, frazionarsi… Singoli leader che devono avere per forza la loro piccola struttura e il loro partitino. Qualcuno scriverà che mi sono allargato e mi sono messo a fare il politologo: credo che un paese democratico avanzato debba avere una destra e una sinistra moderna”, aggiunge il professor Massimo Galli.

“La sinistra come la destra dovrebbe essere un contenitore nel quale dovrebbero coesistere posizioni diverse, capaci di andare nella stessa direzione quando l’argomento è davvero importante. Altrimenti si fa la politica dei ‘ma’…”, dice ancora.

Il virologo continua a tenere alto l’allarme sul Covid

Il professor Massimo Galli, ospite qualche giorno fa di Mara Venier a Domenica In, intanto, resta sul fronte deei “cauti” quando parla della pandemia. “Ci sono tanti contagi perchè il virus evolve. Omicron e Omicron 2 sono frutto di una rapida evoluzione. Il nostro vaccino, impostato sul virus di Wuhan protegge ancora decentemente dalla malattia grave ma non nei confronti dell’infezione, nemmeno con le tre dosi. Ma chi fa le tre dosi ci si infetta comunque di meno”.

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