Mariupol, colpito un ospedale vicino all’acciaieria. Azov: «Non ci arrendiamo, salvate i civili»

martedì 19 Aprile 20:40 - di Agnese Russo
mariupol azov

«Combatteremo, useremo ogni cartuccia che ci è rimasta, ma chiediamo alla patria di salvare i civili, i feriti e portare via i corpi». È il messaggio divulgato su Telegram dal vice comandante del battaglione Azov, Svyatoslav “Kalina” Palamar, impegnato nell’ultima difesa di Mariupol. Per tutto il giorno i russi hanno continuato a intimare la resa, senza ottenerla, assicurando che oggi sarebbe stata la giornata in cui avrebbero espugnato l’acciaieria Azovstal, in cui sono asserragliati i combattenti ucraini.

Azov: «Pesanti bombe sull’acciaieria di Mariupol»

Il Guardian nel pomeriggio ha riferito di un’enorme colonna di fumo bianco che si alzava dall’acciaieria. «Lo stabilimento dell’acciaieria di Mariupol Azovstal è praticamente distrutto. Sull’acciaieria sganciano delle pesanti bombe e sotto le macerie ci sono tante persone», ha poi aggiunto Palamar. Secondo quanto riportato dal sito del giornale Kommersant, oltre 120 civili sarebbero usciti dai sotterranei degli edifici situati nei pressi del checkpoint principale dell’Azovstal. Il governo russo, dopo aver più volte intimato la resa ai combattenti, oggi, aveva anche annunciato l’apertura di tre corridoi umanitari per evacuare l’acciaieria.

Una bomba anche sul vicino ospedale

In giornata però il parlamentare ucraino Sergiy Taruta, ha riferito di una bomba su un ospedale nei pressi di Azovstal. «Stando alle mie informazioni lì sotto le macerie ci sono 300 persone tra cui anche bambini. Nella parte ancora integra dell’ospedale si nascondevano i difensori e i civili con bambini perché nella città distrutta non c’è più posto dove nascondersi».

Confermata la notizia, ma non il numero di vittime

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