Lo scrittore Lilin rivela: quattro generali russi arrestati perché volevano rovesciare Putin (video)

giovedì 14 Aprile 17:35 - di Adele Sirocchi
Lilin

Lo scrittore Nicolai Lilin intervenendo su La7 alla trasmissione di Myrta Merlino L’aria che tira ha riferito una notizia che gli è pervenuta tramite un amico che lavora nei Servizi di Mosca. Una notizia che riguarda lo scontento nelle gerarchie dell’esercito per il modo in cui l’operazionemilitare in Ucraina è stata gestita.

Lilin ha precisato che la sua fonte è credibile e attendibile. L’esercito – ha detto – soprattutto “nei ranghi alti” è in tumulto. “I generali non sono contenti di come è stata gestita la campagna in Ucraina. E  “quattro generali dell’esercito russo sono stati arrestati perché sospettati di un tentativo di colpo di Stato. Me lo ha detto un agente dei servizi russi, è serio e ho tutti i motivi per credergli. Se dissentono i generali è abbastanza grave. Se la notizia fosse vera c’è un cambio importante a Mosca. Quando si cominciano ad arrestare i generali, che avevano un ruolo operativo, vuol dire che qualche cambiamento è in atto”.

In un resoconto di Repubblica di un mese fa l’ipotesi di un colpo di Stato era stata già ventilata. Si raccontava di come figure- chiave della nomenklatura russa si sarebbero trovate spiazzate: come il capo di gabinetto dell’ufficio presidenziale, Anton Vajno. La governatrice della Banca di Russia Elvira Nabiullina, “sentendosi tradita, avrebbe presentato invano le sue dimissioni già due volte”. Secondo Repubblica, già un mese fa, “in molti, almeno un quarto dei funzionari ai vertici” volevano dimettersi per protesta, ma sarebbero stati accusati di tradimento.

Il malcontento unito al turbamento serpeggia in Russia da settimane. Al punto che lo storico Andrej Zubov ha già previsto il rovesciamento di Putin. «Ci sarà un golpe dall’alto molto veloce, come la rimozione di Krusciov nel 1964, la morte dello zar Paolo I nella notte tra l’11 e il 12 marzo o la strana morte di Stalin nel marzo 1953». Un’ipotesi cui crede anche il direttore di Limes, Lucio Caracciolo.

 

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