L’imperatore Renato Zero alla conquista del Circo Massimo: «Ci eravamo dimenticati di Dio»

12 Apr 2022 11:08 - di Camilla Bianca Mattioli
Renato Zero

Quattro concerti a settembre per “ridare Roma ai romani”. L’imperatore Renato Zero alla conquista del Circo Massimo. Seduto sotto la statua del Marco Aurelio in Campidoglio, ha annunciato gli eventi per il 23, 24, 25 e 30. In queste date celebrerà i suoi 70 anni, in ritardo a causa della pandemia (il cantautore è nato il 30 settembre 1950). Voce e piglio narrativo continuamente mutevoli. Alterna toni da gladiatore che incita la folla a quelli da sacerdote che la confessa. Ed è così che l’artista ha presentato prima “Atto di fede”, un cofanetto letterario e musicale, edito da Tattica. Poi “Zerosettanta”, un quadruplo concerto programmato in autunno.

Renato Zero sotto la statua di Marco Aurelio

«I concerti al Circo Massimo premiano la mia romanità», ha detto il re dei ‘”sorcini” durante la conferenza stampa al Campidoglio, seduto sotto la statua di Marco Aurelio. «Ci sono stati giorni in cui mi sono sentito straniero nella mia città, per questa politica invadente. Perché non spostiamo il governo a Torino? Anche perdendo il titolo di capitale d’ Italia. Che ce frega, Roma è già capitale del mondo. Liberiamo la città e riconsegniamola ai romani. A Roma manca la voce dei romani», ha affermato.

Le canzoni cambieranno ogni sera

Durante le quattro date «mi farò gladiatore per conquistare ancora una volta l’applauso». Quello che Renato Zero porterà al Circo Massimo sarà uno spettacolo «diverso tutte le sere», in perfetto “Zero style”. Questo perché «di Renato ce n’è uno». L’unica certezza – come riporta un servizio dell’Adnkronos  – è che la playlist sarà modificata ogni volta. Così non farà sentire le stesse canzoni a chi ha comprato i biglietti per tutte le serate. Quanto agli abiti di scena il re dei sorcini ha ironizzato: «La foglia di fico sarebbe un’idea perché ho indossato talmente tutto…».

L’Atto di fede di Renato Zero

“Atto di Fede” è il nuovo album di Renato Zero. È un unicum nel panorama musicale contemporaneo, un vero e proprio kolossal di quasi quaranta tracce. Diciannove sono arie o cori di un vero e proprio oratorio neanche tanto pop (hanno titoli come “La parola è carità” o “Grazie Signore”). Ci sono recitativi, letti da attori come Luca Ward o Giuliana Lojodice e scritti da ospiti che Renato ha definito i suoi Apostoli della Comunicazione da Alessandro Baricco a Pietrangelo Buttafuco, da Sergio Castellitto a Clemente J. Mimun. «Ci eravamo dimenticati di Dio. Non l’abbiamo più frequentato e non ci siamo più fatti frequentare da lui».

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