“La Rowling bruciata viva”, follia gender di una scrittrice trans: come “uccide” l’autrice di Harry Potter

sabato 23 Aprile 15:52 - di Gabriele Alberti
Rowling bruciata viva

J.K. Rowling, l’ideatrice di Harry Potter morta carbonizzata in casa sua. No, fortunatamente non è vero. Si tratta solo di una “fantasia” nata dalla mente esaltata di una scrittrice  transgender che in un suo romanzo appena uscito negli Stati Uniti – “Manhunt” – fa fare questa orribile fine alla scrittrice: entrata nel mirino delle follie Lgbtq da quando ha affermato che per lei i sessi sono due. Da allora le minacce di morte si sono sprecate. Si tratta di un libro choc, romanzo d’esordio della scrittrice trans Gretchen Felker-Martin. A leggerne il contenuto si rimane di sasso. Più che di una fantasia si tratta di un “auspicio” che la Rowling possa fare quella fine, almento simbolicamente.

Il romanzo choc dell’attivista transgender: “Rowling bruciata…”

Comne nella più classica caccia alle streghe.“Manhunt”, – riassume il Giornale it- è il racconto di due “donne transgender che tentano di sopravvivere in un mondo devastato da una piaga che trasforma chiunque abbia abbastanza testosterone in corpo in una mostruosità urlante”. Le attiviste trans sono in guerra con le cosiddette “TERFs”: acronimo con cui la galassia  Lgbtq etichetta lew sue acerrime nemiche: le cosiddette “femministe radicali trans-esclusive”. La  Rowling è in prima fila tra queste nemiche giurate c he osano ritenere che il sesso biologico sia predominante sul genere.  Nel romanzo accade che “no dei protagonisti di Manhunt spiega che la signora di Harry Poter, riferendosi evidentemente alla Rowling, diventa una “Terf pazza”; rovesciando a terra una lampada nel suo castello in Scozia, provoca un incendio e un’esplosione che fa “bruciare viva” Rowling e “crollare il suo castello”. Va da sé che il riferimento va ben oltre l’invenzione romanzesca se rapportata al clima di follia che sta circondando l’autrice di Harry Potter. Con esplicite minacce di morte.

L’isteria gender dell’attivista Gretchen Felker-Martin

L’autrice del romanzo usa la violenza e l’odio nei suoi interventi social e non ha ritegno  nel rivendicare la sua avversione che sconfina nella isteria. Il New York Post le ha dedicato un articolo in cui dà conto della fantasia violenta contenuta nel suo romanzo contro la  Rowling: “Se sei stufo dei romanzi scritti da autori transfobici, prova il mio romanzo Manhunt, scritto da una donna trans per un pubblico trans. Le donne trans si innamorano e scopano e uccidono Terf, uomini selvaggi cacciano nelle terre selvagge, J.K. Rowling muore…”: questo il tono dei   tweet con cui Gretchen Felker-Martin, pubblicizza la sua “opera prima”. Un’isteria nata da quado le vestali del politicamente corretto hanno decretato l’ostracismo della cancel culture dopo aver preso una posizione netta contro l’ideologia transgender  in merito al caso di  Maya Forstater:  una donna che era stata licenziata dal suo luogo di lavoro per essersi opposta ad alcune proposte di legge del Regno Unito. Da allora la sua vita è stata costellata da minacce, anche da parte delle star di Hollywood piegate al pensiero unico. Addirittura si è arrivati all’esclusione della scrittrice dalla reunion del cast di Harry Potter per le accuse di “transfobia” .

La Rowling minacciata di morte non si ferma

Per questo il libro della improvvisata scrittrice trans è molto pericoloso: l’augurio di morire e le minacce di stupro la Rowling le ha subi te veramente, altro che finzione narrativa. Qualche esempio:  “Spero che tu possa trovare una bomba nella tua cassetta della posta”. Ma la Rowling non si è lasciata intimorire. E sempre più convinta che il movimento transgender sia un pensiero contro le donne  ha riunito in un ristorante italiano a Londra le femministe “gender critical” che si sono esposte e per questo hanno subito ostracismi, licenziamenti, esclusioni. Avanti così.

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