In Siberia spuntano dolci pasquali con la Zeta dei carri armati russi. La Chiesa ortodossa prende le distanze

martedì 19 Aprile 17:07 - di Eugenio Battisti

A pochi giorni dalla Pasqua ortodossa, il prossimo 24 aprile, nei supermercati e nelle pasticcerie di tutta la Russia spuntano dolci tipici della festività. E fin qui nulla di strano. A destare notizia e scandalo, però, sono alcune decorazioni rivisitate e corrette per la guerra in Ucraina. In un supermercato di Shadrinsk, nella regione di Kurgan in Siberia, sui kulich (l’equivalente della colomba italianai) esposti è comparsa una Zeta. La stessa che l’esercito russo ha impressa sui che carri armati di Mosca che si ‘aggirano’ per l’Ucraina. Così la foto dei dolci, con l’insolito e aggressivo messaggio, ha fatto subito il giro delle chat di Telegram. E ha sollevato un vespaio di polemiche.

In Siberia spuntano dolci pasquali con la Zeta

Insomma, invece del tradizionale “Cristo è risorto”, solitamente in uso per augurarsi Buona Pasqua in Russia, sui banconi di alcuni ‘patriottici’ pasticceri sono spuntati dolci pasquali con la lettera Z. La glassa  – in versione siberiana –  da bianca è diventata color verde militare. La lettera è quella che invoca la guerra. Il prezzo è abbordabile: 190 rubli. Più economico dei soliti dolci pasquali, con le lettere XB invece che con la Z. Peraltro il 3 marzo, il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che la lettera Z comparsa sui carri armati russi entrati in Ucraina significa “Per la vittoria” e V “Forza nella verità”.

La Chiesa ortodossa prende le distanze

Naturalmente la Chiesa ortodossa russa ha preso le distanze dalla bellicosa fantasia pasticcera. E non consacrerà i dolci pasquali con il simbolo Z. Quando i social media hanno iniziato a circolare le foto dei dolci esposti in Siberia, Vakhtang Kipshidze, vicepresidente del Dipartimento sinodale per i rapporti della Chiesa ortodossa russa con la società e i media, ha detto che questi prodotti da forno non possono essere legati alla tradizione cristiana. “Riteniamo che il simbolismo dei dolci pasquali debba rimanere invariato. Indipendentemente dalle circostanze esterne”. Allo stesso tempo, ha ammesso che i dolci pasquali con simboli ‘patriottici’ potrebbero essere prodotti come supporto per l’esercito. Ma al di fuori dello spazio sacro delle chiese. Il direttore del supermercato dello scandalo, Anatoly Pedoshenko, invece, difende la sua idea. “Anche durante la Prima guerra e la Grande Guerra patriottica (la Seconda guerra mondiale, ndr) sui dolci tipici e sulle cartoline c’erano messaggi a sostegno dei nostri soldati. Perché ora no?“.

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