Il caso Spallanzani, prima baluardo della guerra al Covid ora al centro di una presunta spy story russa

1 Apr 2022 16:32 - di Francesco Severini
Spallanzani

Cosa accade all’ospedale Spallanzani? Chi non ricorda quanto l’istituto d’eccellenza è stato celebrato per avere isolato il virus del Covid ai primi di febbraio del 2020? Grazie ai ricercatori dello Spallanzani l’Italia fu tra i primi paesi d’Europa a sequenziare il codice genetico del nuovo agente patogeno che tanti lutti avrebbe determinato nel mondo. A partire dal ministro Speranza fu tutto un coro sullo Spallanzani “orgoglio d’Italia”. All’epoca il direttore scientifico era Giuseppe Ippolito. 

La spy story sul vaccino Sputnik

Dopo è subentrato il direttore attuale, Francesco Vaia. Attualmente al centro di una presunta spy story che Repubblica ha sollevato in merito all’accordo scientifico con l’Istituto Gamaleya di Mosca e il Fondo sovrano d’investimento russo per  verificare l’efficacia dello Sputnik V. 

Com’è noto il vaccino russo non ha ottenuto l’approvazione dell’Aifa. Ma all’epoca, parliamo di un anno fa, sia Vaia che l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato facevano pressioni, con dichiarazioni pubbliche, affinché anche Sputnik V fosse approvato. Si sollevano anche dubbi su cosa abbiano visto e cercato i ricercatori russi cui furono aperte, nell’aprile 2021, le porte dell’Istituto di ricerca sulle malattie infettive. Il ministro Speranza ha scaricato Vaia e il suo ospedale: l’accordo scientifico con i russi – ha detto il ministro – riguarda l’autonomia dello Spallanzani.

D’Amato deve decidere se riconfermare Vaia

Prima ancora di Repubblica era stato il quotidiano di De Benedetti, Domani, a prendersela con Francecso Vaia, la cui nomina è ora in scadenza e sulla quale sarà Alessio D’Amato a dover decidere. Un pressing molto forte quello esercitato sull’assessore – oggi si è unita anche La Stampa al coro dei detrattori dello Spallanzani – che è dato in pole come candidato del centrosinistra alla Regione Lazio.

Repubblica ha anche tirato fuori i trascorsi di Vaia, indicandolo come personaggio un tempo vicino alla giunta Storace. Insomma, un vero e proprio tentativo di impallinamento. C’è poi da considerare che Vaia, durante i ripetuti lockdown, si è abbastanza discostato dal racconto  terrorizzante sulla pericolosità del virus. Ha criticato le chiusure a Natale, ha espresso dubbi sul vaccino ai bambini, si è in pratica arruolato nel battaglione degli esperti più “ottimisti”. Anche questo aspetto forse ha avuto il suo peso nell’attaule campagna che si va attivando contro di lui.

Tutta questione di nomine, dunque. Ma anche di soldi, visto che col Pnrr per la sanità è in arrivo una vagonata di denari. Per ora D’Amato difende la dirigenza dello Spallanzani. Vedremo quanto la campagna anti-Vaia si farà dura. Ecco spigato il mistero tutto italiano di come lo Spallanzani dopo gli allori ha dovuto fare i conti con i sospetti…

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