I governatori Marsilio, Acquaroli e Musumeci: “Noi a testa alta al governo dei territori”

venerdì 29 Aprile 18:45 - di Gabriele Alberti
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L’esempio del buon governo, della capacità di rispondere alle esigende dei territori con soluzioni efficaci, innovative ed anche in anticipo sul governo nazionale: i tre governatori di FdI, i “tre moschettieri” presenti sul palco milanese hanno costituito un momento importante, a proposito di “energie da liberare”, come recita la kermesse. Marco Marsilio, Acquaroli e Nello Musumeci. Abruzzo, Marche, Sicilia.

Marsilio: “Offriamo al nostro popolo un centrodestra a testa alta”

Causa Covid, il governatore Marsilio si collga da remoto. Il suo è stato un intervento prettamente politico, di appartenenza e di sguardo al futuro. “Nessuno ha scelto di stare nel centrodestra solo per convenienza: si insinua che eravamo nati per rinnegare il percorso di Fiuggi e che dovessimo fare una sorta di rifondazione neo missina. Non siamo nati per tornare indietro – scandisce – ma per offrire al nostro popolo un centrodestra a testa alta, mettendo insieme le forze migliori della tradizione nazionale conservatrice”. Tutti e tre i governatori del centrodestra hanno operato – e bene-  in un momento drammatico con l’emergenza covid e la crisi economica che ci sta ancora mordendo.

Francesco Acquaroli: “Abbiamo liberato le energie migliori del territorio”

“Siamo da un anno e mezzo alla guida delle Marche – è intervenuto Acquaroli– , una regione che abbiamo trovato lacerata e disorientata. Abbiamo cercato di aggregare le energie migliori per costruire una nuova visione di prospettiva e di buon governo. Lo abbiamo fatto per dare forza a chi non si arrende. Lo abbiamo fatto per cercare di dare risposte eccellenti”. E le risposte eccellenti ci sono state. Acquaroli con FdI ha un primato: l’avere utilizzato con successo l’aerazione automatica nelle aule scolastiche. Sembrava una cosa imposibile, se ne parlava mentre poi si compravano i banchi a rotelle inutili e costosi. Acquaroli ha indicato la rotta che molti sociologi e osservatori indicavano e che FdI nella Marche ha avuto la volontà politica di adottare. Oggi tutti guardano a questo modello per contrastare i contagi e dare serenità alla vita scolastica.

Musumeci: “Vi porto il saluto della Sicilia migliore”

Dalle Marche alla Sicilia: “Dopo i disastri della gestione Crocetta ora in Sicilia si è interlocutori seri”. Lo ha detto il governatore siciliano, Nello Musumeci, parlando sul palco del Mico. la vsua oratoria calda e vibrante, al solito, ha catalizzato la platea:  “Vi porto il saluto della Sicilia migliore – ha sottolineato – di una Sicilia che non si arrende, che non soffre più dei complessi di inferiorità, la Sicilia delle persone per bene. Essere persona per bene in Sicilia costa di più rispetto ad altre regioni: significa camminare sui vetri, confrontarsi giorno dopo giorno. Questa Sicilia che sta cambiando, questa Sicilia dell’onestà, che con fatica ha ripreso un percorso interrotto da tanto tempo, oggi è governata da un presidente di destra per la prima volta dal dopoguerra”.

“La Sicilia può e deve diventare punto d’incontro con l’Europa”

E ha aggiunto: “Io sono un uomo che orgogliosamente proviene e si è formato nel Msi e che guarda al futuro con un grande senso di responsabilità”. Quindi ha citato Pirandello: “Diceva è facile essere eroi in Sicilia, basta esserlo una volta nelle vita ma essere galantuomo no, bisogna esserlo giorno dopo giorno”. “Noi – ha concluso il presidente della Sicilia-  – abbiamo dimostrato che si può governare questa terra restando perbene, restando onesti, e lo abbiamo dimostrato in tutto il centrodestra. Siamo convinti che questa isola possa essere un momento di incontro per un’Europa troppo distratta verso Est, per un’Europa che non ha capito che senza la politica del Mediterraneo non c’è futuro;  un’Europa che non ha capito che si conta nel mondo solo se si è forti nel Mediterraneo. E l’Italia conta in Europa solo se è forte nel continente africano, dove abbiamo lasciato Cina e Russia conquistare quel Continente a colpi di denaro. Noi siamo convinti che questa terra di Sicilia possa diventare una piattaforma naturale del Mediterraneo”.

Il ricordo di Falcone Borsellino

Il governatore della Sicilia ha ricordato il magistrato Paolo Borsellino: “Quando fu relatore a una festa del Fronte nazionale della gioventù – ha detto Musumeci, durante il suo intervento – a giovani e non giovani disse ‘non dimenticate mai i valori ideali’”. Quindi ha aggiunto: “Le toghe insanguinate di Falcone e Borsellino e di altri servitori dello Stato costituiscono ancora un punto di riferimento per i giovani di una Regione in cui si pensava che la lotta alla mafia fosse solo una questione di magistrati e polizia”. Oggi, ha concluso Musumeci, “c’è la consapevolezza che siamo tutti in trincea contro la lotta alla mafia, e ora siamo tutti pronti a celebrare 30 anni di quella stagione”.

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