Effetto Covid: oltre 600mila operazioni chirurgiche nel 2020 sono state rinviate o annullate

lunedì 11 Aprile 15:59 - di Penelope Corrado
operazioni Covid

Operazioni annullate per effetto del Covid. A causa della pandemia, infatti, “per il solo 2020 sono oltre 600mila gli interventi” chirurgici non essenziali rimandati o annullati. Si tratta di un problema enorme, ma tutti i soggetti coinvolti stanno dimostrando grandissimo impegno, a partire dal Governo: sono già stati allocati 500 milioni di euro, mi impegnerò affinché ne vengano aggiunti altri”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto stamattina al workshop della Società italiana di chirurgia dell’obesità (Sicob) sulla chirurgia laparoscopica bariatrica tenutosi alla Biblioteca nazionale a Roma.

Drastico e allarmante crollo delle operazioni per effetto del Covid

“Un chirurgo – ha detto – non deve mai smettere di imparare, allenamento e ricerca sono fondamentali. Per questo motivo un tema che voglio sottolineare è la simulazione in chirurgia, che permetterebbe un allenamento costante sulle tecniche chirurgiche. Nell’ultima legge di bilancio, il governo ha istituito un fondo per potenziare, nelle aziende sanitarie ospedaliere e negli Irccs, il ricorso a questa metodologia formativa, che tramite la simulazione di scenari operativi permette di testare i limiti del sistema organizzativo e ambientale in cui il personale sanitario opera quotidianamente, con obiettivi valutativi e formativi”, ha sostenuto.

Con la pandemia gli infarti in aumento del 25%

Il Covid ha avuto un effetto importante non solo per il numero di operazioni drasticamente ridotte, ma anche per quanto riguarda l’aumento generale delle infiammazioni. E questo sta sfociando in un’altra emergenza che riguarda direttamente il cuore. Negli ultimi mesi sono aumentati i malori nella Marca. E purtroppo anche le giovani vite spezzate. Non è solo una sensazione. «Tra febbraio e marzo i ricoveri per infarto e scompenso cardiaco sono aumentati del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – rivela Carlo Cernetti, 54 anni, direttore delle unità di Cardiologia di Treviso e Castelfranco – le recrudescenza di eventi di questo tipo segue una certa stagionalità. Ma quella attuale sembra essere davvero molto forte e violenta». Tanto che ora sarà al centro di uno studio specifico tra la stessa Cardiologia e l’Università di Padova.

 

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