Coltano, crisi di nervi a sinistra. Ora i dem si scaldano contro la base militare di Pisa e sparano sul governo

martedì 12 Aprile 20:26 - di Elsa Corsini

“Mi riservo di dare informazioni più precise una volta che l’amministrazione comunale sarà messa a parte dei dettagli del progetto. Anche da parte della Regione Toscana. Che, pur competente in materia, a differenza dell’ente locale, fino ad oggi ha taciuto sulla questione”. Parole polemiche quelle del sindaco di Pisa, Michele Conti. Che è intervenuto a gamba testa sulla vicenda della futura base militare di Coltano. Il primo cittadino ha parlato di una vicenda che lascia perplessi. “Per le modalità in cui si è sviluppata. E che mortifica le istituzioni locali e l’intera città”. Conti ha detto poi di sapere che la disciplina urbanistica delle aree interne all’Ente Parco è di competenza esclusiva del Parco stesso. “Gli strumenti urbanistici del Comune di Pisa non si sovrappongono in nessun modo allo strumento di pianificazione del Parco. Certo non mancheremo di produrre valutazioni formali”.

Base militare di Coltano, sinistra in tilt

Sulla vicenda della base militare che dovrebbe sorgere nei pressi di Pisa il sindaco protesta. Nel merito e nel metodo. Dice di non aver ricevuto atti ufficiali da parte del ministero della Difesa. “Conosciamo solo il decreto del firmato dal premier Mario Draghi e dal ministro Guerini. Con cui in poco più di una pagina si decreta l’intervento infrastrutturale. Per la realizzazione della sede del gruppo intervento speciale del 1° reggimento Carabinieri paracadutisti Tuscania. E del centro cinofili in Pisa, area Coltano”. Conti non ci sta. E chiede un incontro a breve al ministero della Difesa.

Il capogruppo dem va all’attacco del ministro Guerini

Il Pd si straccia le vesti. La sinistra un tempo pacifista oggi interventista sulla guerra in Ucraina è in piena crisi di nervi. La base militare mai e poi mai. “La realizzazione di una struttura militare all’interno del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli è un intervento da scongiurare. Per la vocazione ambientale di quest’area”. Così il capogruppo dem, Vincenzo Ceccarelli, primo firmatario di una mozione contraria. Che chiama in campo il governatore toscano, Eugenio Giani, di provata fede dem. Il consiglio è quello di intraprendere “ogni azione utile, insieme all’Ente Parco Regionale per avviare un confronto con il governo”. In particolare con il Ministero della Difesa. “Occorre lavorare tutti insieme per una soluzione alternativa e meno invasiva per il territorio”. Non si fa riferimento alla vocazione arcobaleno. Ma è evidente che l’impatto ambientale sul territorio è una foglia di fico.

L’Arma dice sì a un incontro informale

“La notizia dell’intervento ha suscitato numerose prese di posizione critiche da parte di forze politiche. Organizzazioni sindacali e diverse associazioni”, dice a sua volta Andrea Pieroni, consigliere regionale del Pd. “Tutti sono concordi nello stigmatizzare la scelta di un luogo di elevato pregio ambientale effettuata senza l’adeguato coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate”. La chiosa è tutto un programma. “Non discutiamo gli interessi di difesa nazionale che sono prioritari. Così come non mettiamo in dubbio la necessità di una struttura logistica utile ai reparti speciali dei carabinieri. Ma è impensabile predisporre un progetto di questa portata senza alcun confronto con le istituzioni del territorio”. Dal suo canto l‘Arma dei carabinieri fa sapere di essere favorevole a un incontro informale con il sindaco e le autorità locali. “Volto ad illustrare le progettualità al fine di condividere ogni soluzione gradita alla comunità. Nel convincimento che l’opera offra un’importante opportunità di valorizzazione ai territori. Senza incidere, se non positivamente, sui beni ambientali”.

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