Carol Maltesi, il padre lancia una raccolta fondi: «Mia figlia merita un funerale dignitoso»

mercoledì 13 Aprile 18:11 - di Redazione
Carol Maltesi

Il padre di Carol Maltesi, la 26enne uccisa e fatta a pezzi alle porte di Milano, ha lanciato su Facebook una raccolta fondi per finanziare i funerali della giovane, i cui resti sono stati ritrovati dopo due mesi nelle campagne del bresciano.

L’appello del padre di Carol Maltesi

«Carissimi amici di Carol Angie Deborah Maltesi, stiamo per fare una raccolta fondi così da aiutare lei e la sua mamma perché abbia un funerale dignitoso». Con queste parole Maltesi ha richiesto ai contatti sul web di effettuare una donazione per aiutare la famiglia a sostenere le spese per il funerale. «L’offerta di donazione è libera. Anche minima avrebbe tanto valore simbolico – scrive – per noi e per tutti quelli che l’amavano e verrebbe apprezzato enormemente. Grazie di cuore dal suo papà». Nel post ci sono tutte le indicazioni per fare il bonifico e garantire alla ragazza uccisa il 10 gennaio il funerale. È indicata anche la causale (contributo funerale Carol Angie Deborah Maltesi), l’Iban del conto (ES72 0073 0100 5406 5114 0957) e il Codice Swift (OPENESMM) per chi volesse contribuire.

Carol Maltesi, non si conosce la data del funerale

Come si legge su Lastampa.it, i genitori della vittima sono da tempo separati: la pensione di mamma Lilli è troppo bassa, il padre che vive ad Amsterdam non ha un lavoro. Così il 58enne ha deciso di rivolgersi agli amici sui social. Non si conosce ancora la data in cui sarà celebrato il funerale della ragazza, mamma di un bimbo di sei anni.

Il legale dei familiari: «Ognuno fa quello che può»

Come riporta Repubblica.it, si tratta di «un’iniziativa, spiega l’avvocata Manuela Scalia, legale dei familiari, dovuta proprio alle precarie condizioni economiche dei due genitori, separati da anni: “Purtroppo non ci sono soldi”, spiega, “e i conti di Carol sono naturalmente bloccati per dare corso alle indagini. La comunità di Sesto Calende si è stretta intorno alla famiglia, ognuno fa quello che può”».

 

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