Bucha, le prove dei servizi tedeschi. L’esercito russo doveva interrogare i civili e poi ucciderli

8 Apr 2022 9:48 - di Riccardo Angelini
Bucha

Bucha, massacro vero. E’ sempre più difficile parlare di messinscena. Dopo i filmati e le foto satellitari e foto ora si aggiungono le intercettazioni radiofoniche captate dall’intelligence estera tedesca BND. In esse i soldati di Mosca parlano delle atrocità perpetrate. E’ stato il tedesco Spiegel a pubblicare la notizia.

La rivelazione del giornale tedesco Spiegel

Il materiale dimostrerebbe anche che membri delle truppe mercenarie russe ‘Wagner’ erano significativamente coinvolti nelle atrocità. Come suggerisce Spiegel, le intercettazioni proverebbero che le uccisioni di civili non sono episodi isolati ma rappresentano un metodo abituale dell’esercito russo.

I messaggi tra vertici dell’esercito e i soldati

Questi alcuni messaggi radio tra i vertici dell’esercito russo e le truppe: «Abbiamo sparato a una persona in bici», informa un commilitone. In un’altra conversazione vengono impartiti ordini molto espliciti: «Uccidili tutti, maledizione. I civili, tutti, uccideteli tutti», è l’indicazione di un comandante di Mosca alle sue unità che da settimane assediavano Mariupol. La popolazione deve essere piegata con la violenza e la paura: «Prima li interrogate, poi li uccidete». Istruzioni che lasciano poco spazio a interpretazioni “dubbiose”.

La conferma del Washington Post

La notizia è confermata dal Washington Post, che in un articolo riferisce che in due diverse comunicazioni, intercettate dall’intelligence tedesca, i soldati russi discutano degli interrogatori sia dei militari che dei civili ucraini e di come questi vengano poi giustiziati.

Le intercettazioni sono state confermate al Post da tre diverse fonti a conoscenza dei rapporti e contraddicono quanto affermato dai russi riguardo ai massacri dei civili, compreso quello di Bucha, che secondo Mosca sarebbero stati compiuti dopo il ritiro delle proprie truppe.

La conversazione tra un miliziano russo e la compagna

Il Messaggero riferisce anche la conversazione tra un miliziano russo e la compagna. «Dove sei ora?», chiede lei. «Sono all’inferno in Ucraina – risponde lui – Mi si è infilato nel casco un frammento di proiettile e ho capito che la guerra era iniziata. Abbiamo soldati di leva qui, ragazzi di 18, 19 anni. Che dicono al telegiornale?». La donna riferisce la versione propagandata dal Cremlino: «Dicono che ci sono poche perdite». Il soldato ride amaro: «Solo nei primi due giorni 500 nostri soldati sono stati portati via a pezzi in sacchi neri».

Per la compagna è una novità: «Al telegiornale non spiegano che i nostri vengono fatti prigionieri». Ma lui rivela che «stiamo subendo enormi perdite». E alla preoccupazione della donna: «Stai colpendo civili?», la risposta del soldato è carica d’odio. «Sì. Abbiamo cacciati fuori i civili, adesso stiamo nelle loro case».

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