Ue, la Meloni: «Ecco la “ricetta” dei Conservatori per aiutare i settori stremati da crisi e guerra»

26 Mar 2022 10:09 - di Redazione
Meloni

La guerra in Ucraina dà la sveglia all’Europa e impone alla Ue di cambiare registro su energia, clima, agricoltura e politica monetaria. È questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento di Giorgia Meloni contenuto in una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera. «Questo – scrive la leader di FdI e presidente dell’Ecrè il momento del pragmatismo e noi Conservatori vogliamo far valere le nostre ricette, improntate al realismo e a un’Europa che sia davvero utile ai suoi cittadini». Nulla, insomma, potrà continuare a marciare (anzi, a marcire) come prima in Europa perché la guerra in corso sul suo territorio esige una decisa rivisitazione delle politiche degli ultimi decenni.

Lettera di Meloni al Corriere della Sera 

Bando, dunque, a quello che la Meloni ha bollato come «ambientalismo ideologico», l’altra faccia della demagogia gretista (da Greta Thunberg). La drammatica attualità impone altri obiettivi, a cominciare dalla riduzione della dipendenza energetica attraverso la «diversificazione dei fornitori». Non si fa a parole, ma attraverso scelte concrete come la realizzazione dei rigassificatori. Lo stesso vale per la «crisi alimentare», altro settore imprigionato nelle gabbie ideologiche della Ue. Almeno fino a ieri. «La Commissione – scrive infatti la Meloni – sembra aver superato alcuni dogmi ambientalisti liberando migliaia di ettari inspiegabilmente tenuti a riposo». Tuttavia, aggiunge, «molto resta da fare sul supporto finanziario ad un settore da cui dipende un’altra fetta della nostra sovranità e della nostra stessa sopravvivenza».

«Nulla potrà più essere come prima»

La Meloni evidenzia tali soluzioni nella sua veste di presidente dei Conservatori e Riformisti europei, partito da lei riunito in concomitanza con la missione in Europa del presidente Usa Joe Biden. «In questi giorni – ha ricordato – la crisi ucraina ha dato la sveglia ad una Ue sonnolenta, troppo impegnata ad aumentare la burocrazia e a promuovere il Nataleinclusivo per accorgersi della sua proiezione geostrategica». Come a dire che la diffidenza dei conservatori italiani ed europei verso la Ue resta intatta, ma non è pregiudiziale. A patto che Bruxelles si convinca, appunto, che ogni guerra cambia la prospettiva e sovverte le priorità. Nulla, appunto, sarà come prima. Soprattutto in Europa.

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