Soldi “Esselunga” alla Lega: otto mesi al tesoriere Centemero. Lui: «Tutto nella trasparenza»

lunedì 14 Marzo 16:51 - di Redazione
centemero

Otto mesi di reclusione e 9mila euro di multa. Questa la condanna inflitta dal giudice di Milano, che depositerà la sentenza entro 30 giorni a Giulio Centemero, tesoriere della Lega. Il dirigente del Carroccio rispondeva dell’accusa – fondata per il giudice di primo grado – di finanziamento illecito. Secondo la Procura, tra il 2015 e il 2016, il deceduto patron di Esselunga Bernardo Caprotti avrebbe versato al Carroccio circa 40mila euro. Soldi che sarebbero passati per l’associazione Più voci, ritenuta dall’accusa un’articolazione politico-organizzativa della Lega, di cui Centemero era legale rappresentante. Una deduzione scaturita da un semplice dato di fatto: l’associazione aveva sede allo stesso indirizzo dello studio dei commercialisti Di Rubba e Manzoni.

Centemero condannato con pena sospesa

Chiaro dunque, per i pm, il vero destinatario del versamento effettuato dal patron di Esselunga: è la Lega di Matteo Salvini, all’epoca sotto i riflettori della procura di Genova. Solo un’escamotage, insomma. «Il contributo che il proprietario di Esselunga voleva dare alla Lega, per bocca del tesoriere, è stato dato all’associazione Più voci. La realtà sostanziale – conclude il pm – è questa». I difensori Roberto Zingari e Giovanni Ponti hanno sempre sostenuto invece l’innocenza di Centemero. A loro giudizio, infatti, Il finanziamento incriminato rispecchia in pieno «la disciplina del finanziamento ai partiti». Tanto da  risultare iscritto a bilancio ed elencato nella contabilità. «Non solo non emerge un accordo illecito, ma tale ipotesi – spiegano gli avvocati – è contraddetta da tutte le dichiarazioni dei dirigenti di Esselunga».

Legali fiduciosi nell’appello

A loro dire, insomma, l’operazione è avvenuta nel massimo rispetto dei canoni di correttezza e trasparenza. Semmai, hanno aggiunto i legali, «è il movente ipotizzato dal pm oltre ad essere fantasioso è anche fuorviante». Una tesi, però, che non ha convinto il giudice di primo grado. Pacato e fiducioso, nonostante tutto, il commento di Centemero. «Prendiamo atto del provvedimento assunto oggi e vedremo a breve quali ne saranno le motivazioni», ha detto il leghista. Per poi aggiungere: «Ma rimaniamo fermi sulle nostre posizioni. L’associazione Più voci è stata amministrata nel pieno rispetto delle regole e siamo certi che nei successivi gradi di giudizio non si potrà che prenderne atto».

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