Siluro al politicamente corretto, Christian De Sica: “Ci ha castrato. La comicità vive di cattiveria”

sabato 26 Marzo 8:53 - di Gabriele Alberti
Christian De Sica politicamente corretto

«Il politicamente corretto ha castrato tutti i comici. Al cinema i boati negli anni Settanta e Ottanta c’erano proprio con le battute che oggi non si possono più fare. Aurelio De Laurentis ci faceva firmare un contratto dove ce ne dovevano essere almeno tre». A non nascondersi dietro le parole è Christian De Sica in un’intervista al Tempo, intercettato a Cortina dove l’attore si trova per presiedere la giuria del Festival “Cortinametraggio”. La sua diagnosi sull’idiozia a cui induce la deriva del politicamente corretto si aggiunge alle analisi di molti scrittori, intellettuali, cantanti,che non si riconoscono nel diktat del pensiero unico. Ma la sua analisi è interessante perché investe un ambito- la comicità, la satira- dove l’essere scorretti sarebbe un dato “contrattuale”  come ricorda Christian De Sica.

Politicamente corretto, Christian De Sica: “Tutte le battute che non si possono più fare”

E a proposito di Cortina, dove ha girato il cinepanettone “Vacanze di Natale”, ce ne sarebbe abbastanza per censurare molte battute. “Lei in quel film, beccato a letto dai suoi genitori con un uomo, dice la celebre battuta: “Frocio? Bisex, moderno”. Una battuta che oggi sarebbe bandita e scatenerebbe le ire funeste. “Ecco, appunto -ammette l’attore-  oggi si dovrebbe dire ‘fluido'”. La vita da comici oggi è molto cambiata e depotenziata. “Oggi non si può più dire nulla. Ricordo tutte le donne nere che ho interpretato in vita mia nei varietà. Non si possono più fare. Ma è una stupidaggine. La comicità vive di cattiveria. Si ride di più col demonio che con San Francesco. Puoi fare un film comico su Padre Pio? È difficile. Hitler si può prendere in giro. Io l’ho fatto con dei personaggi come gli automobilari, i misogini, i palazzinari e tragicamente li ho fatti diventare simpatici. Anche Sordi era di una cattiveria inaudita, suonava lo xilofono sulla testa delle vecchie». Un siluro al politicamemente corretto.

Christian De Sica: “Anche Sordi era cattivissimo…”

Comicità in gabbia, con un’eccezione. L’unico che può permettersi di essere politicamente scorretto – ammette- è Checco Zalone, con cui gli piacerebbe lavorare:  «Magari, lo stimo tantissimo. È un comico di grande intelligenza e un jazzista che suona il pianoforte benissimo, e io sono un jazzofilo». La nostalgia trapela in Christian De Sica per un tempo in cui far ridere non era un tabù oggetto di occhiuta censura. E infatti ammette che  «stranamente con la vecchiaia mi vengono offerti personaggi differenti rispetto al passato. Sarà che non faccio più tanti cinepanettoni, prima firmavo contratti di cinque anni con De Laurentiis e non potevo fare altro. Ora sono più libero». Nonostante questo è pieno di progetti. Nel maggio prossimo inizieranno  le riprese del sequel di “Ferie d’agosto” di Paolo Virzì. Poi tornera a lavorare con Caterina Carone nel film “Limoni d’inverno”: “una storia d’amore platonico tra un uomo maturo e una donna più giovane. A breve – racconta l’attore- dovrei iniziare a scrivere per Lucky Red una sceneggiatura con Barbara Alberti tratta dal romanzo di Marco Lodo li “I fannulloni”:  un sogno nel cassetto che avevo da tempo che vorrei fare sia come attore che come regista. Senza dimenticare il palcoscenico che negli ultimi anni gli ha dato molte soddisfazioni. Ma la nostalgia canaglia è sempre lì. Nostalgia  «per la gioventù. Con il tempo i ruoli per un attore ogni volta diminuiscono».

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