Senaldi: “Putin si è suicidato, un gesto kamikaze. Neppure Gheddafi o Saddam così folli”

sabato 19 Marzo 9:13 - di Gabriele Alberti
Putin

Un Putin disperato dietro tanta ostentazione. “Un suicidio” (Pietro Senaldi); “Disperato e pericoloso” (Kurt Volker); “Putin all’ultimo stadio”, titolo di prima del “Foglio”. Il discorso del presidente russo in abito griffato è nelle analisi di molti opinionisti. Quella del direttore di Libero è l’analisi che più coglie  una degenerazione progressiva. “Abbiamo assistito al suicidio di un presidente. L’adunata di popolo che Putin ha convocato allo stadio di Mosca per festeggiare gli otto anni dall’annessione della Crimea è stato un gesto kamikaze di quello che fu un leader apprezzato anche da buona parte dell’Occidente”. Un aggettivo calzante perché lo “Zar” ha parlato “sotto l’effetto di una deriva mistico-religiosa del tutto simile a quella di un capo dell’Isis”. Invitare il suo popolo al martirio perché «non c’è amore più grande che dare la vita per gli amici» a cos’altro somiglia, se non a un sacrificio suicida “rituale”?

Senaldi: “Putin in deriva mistica come un capo dell’Isis”

Il tripudio di bandiere è la facciata dietro cui si vede un Putin che ha come unici referenti se stesso, la realtà parallela che ha nella sua testa e il suo cerchio magico: fatto di “ministri e neo-generali incompetenti e la chiesa ortodossa di Mosca, rappresentata dal primate Kirill, il cui verbo sempre più delirante ha provocato uno scisma”, scrive Senaldi. Il cerchio magico che gli resta dopo aver “purgato” militari, i vertici del Kgb nonché commissariato l’Armata Rossa. Il deterioramento della Russia è evidente: da “Paese che andava nello spazio, oggi non riesce a esportare idrocarburi e la sua economia si basa solo sulla vendita di frumento e materie prime. In un anno ha perso un milione di abitanti e pare destinata a un declino irreversibile”.

Putin stretto tra i suoi fantasmi e un cerchio magico di incompetenti

Putin starebbe dando una svolta folle al suo Paese. Punta a una nuova forma di “stalinizzazione” della Russia. Il suo delirio non è paragonabile nemmeno con i peggiori autocrati. ” Neppure Gheddafi o Saddam raggiunsero le attuali vette di follia di Putin. Il quale progetta uno sterminio etnico che può ricordare quello del serbo Milosevic ai danni dei bosniaci”. Insomma, la situazione si fa molto complicata, più pericolosa di quanto possa sembrare. Perché l’unica arma utilizzata – le sanzioni economiche – “non possono nulla contro un leader che è pronto a sacrificare la vita di tutto il suo popolo. Si è scritto e detto della sindrome di accerchiamento di cui Putin “soffrirebbe”. Un complesso che se ha dato il via libera all’inferno della guerra in Ucraina, ora “ormai si alimenta prevalentemente dei fantasmi che affollano la mente di Putin”. C’è speranza? C’èmolto pessimismo.

Senaldi: Biden “tragedia planetaria”

La Russia non è certo solo la rappresentazione dello stadio di venerdì. C’è dissidenza. Ci sono famiglie che non hanno ancora avuto notizia dei figli soldati uccisi al fronte. C’è il divieto di celebrare i funerali. “Ci sono professori universitari, studenti, professionisti dell’informazione, gente comune che si sta dissociando a rischio della propria vita”. E poi?  Poi c’è una “tragedia”, ossia il predidente Usa Biden, “tragedia planetaria”, che ha come principale orizzonte le elezioni di medio termine. E c’è un’Europa senza stategia.

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