Sceneggiata tv della Guerritore contro la Meloni: “Io minacciata di morte dai suoi fans. Me ne vado!” (video)

sabato 5 Marzo 9:36 - di Monica Pucci

Vecchi rancorini, quelle che Monica Guerritore – attrice sposata con il manager di sinistra Roberto Zaccaria, già europarlamentare di Margherita e Pd, presidente Rai e consigliere d’amministrazione in quota rossa, dal 2014 anche Presidente del CIR, il Consiglio Italiano per i rifugiati – cova da sempre nei confronti di Giorgia Meloni, contro la quale si è scagliata ieri sera, su Rai2, nel corso dell’intervista realizzata da Francesca Fagnani per la sua trasmissione “Belve” (video) nella quale la giornalista non risparmia domande imbarazzanti alle sue ospiti femminili.

Guerritore a “Belve” attacca i seguaci della Meloni

Alla domanda sugli scontri passati con la Meloni, la Guerritore sbuffa: “Mi hanno minacciato di morte i suoi seguaci, ho avuto la Digos sotto casa per un mese…”. I suoi seguaci?, obietta la Fagnani, “persone che scrivono su Fb casomai…”. “No, i suoi seguaci, il suo gruppo”, sbotta la Guerritore, che sulle accuse della Meloni – secondo cui le sue posizioni politiche erano dettate dal marito che guida un’organizzazione che vive sull’accoglienza dei rifugiati – replica che “mio marito, di cui sono orgoglioso, non prende compensi” e minaccia di lasciare lo studio quando la Fagnani le chiede come mai viene considerata una “radical chic di sinistra”. “Basta con queste stronzate dette da ignoranti, non le voglio più sentire queste cose, sono stronzate!“. La conduttrice insiste: “Ma guardi, le ho solo fatto una domanda…”. “Non si possono ripetere queste cose!”. “Si calmi, non siamo mica in dittatura…”.

Le comiche finali con l’attrice protagonista

La Fagnani le ricorda poi che nel corso del duello in tv con la Meloni la leader di FdI parlava dei pensionati italiane mentre lei aveva fornito delle argomentazioni ermetiche citando la tragedia greca Antigone di Sofocle. “Vi siete capiti in tre…”. E lei, offesa: “Se la Meloni non sapeva di cosa parlavo è un problema suo…”. Alla fine, tra confessione personali e deliri di onnipotenza sulla sua bravura e sul suo fascino personale, non se n’è andata. Una sceneggiata napoletana, più che una tragedia greca.

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