Retromarcia dell’Università sullo stop anti-Putin ai corsi su Dostoevskij. FdI: “Assurda censura”

mercoledì 2 Marzo 13:08 - di Lucio Meo

Arriva il dietrofront dell”Università di Milano-Bicocca dopo il ridicolo blocco dei corsi su Fedor Dostoevskij in quanto autore russo e dunque inopportuno con il conflitto in corso. Dopo alcune ore di furiose polemiche e proteste politiche bipartisan, arriva la nota: “Il nostro è un ateneo aperto al dialogo e all’ascolto anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all’escalation del conflitto. Il corso dello scrittore Paolo Nori si inserisce all’interno dei percorsi Bbetween writing, percorsi rivolti a studenti e alla cittadinanza che mirano a sviluppare competenze trasversali attraverso forme di scrittura. L’ateneo conferma che tale corso si terrà nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti già concordati con lo scrittore. Inoltre, la rettrice dell’Ateneo incontrerà Paolo Nori la prossima settimana per un momento di riflessione”.

Il no dell’università ai corsi su Dostoevskij

Nori, via social, aveva letto la mail arrivata dall’università in cui gli veniva comunicata la decisione di rimandare il percorso su Dostoevskij allo scopo di “evitare qualsiasi forma di polemica, soprattutto interna, in questo momento di forte tensione” a seguito dell’invasione russa in Ucraina. Quasi in lacrime, Nori ha detto: “Non solo essere un russo vivente oggi in Italia è una colpa oggi, anche essere un russo morto. Che quando era vivo, nel 1849, fu condannato a morte perché aveva letto una cosa proibita”. “Quello che sta accadendo in Ucraina è una cosa orribile e mi viene da piangere solo a pensarci – ha continuato – Ma quello che sta succedendo in Italia di conseguenza, molte cose, non tutte, queste cose qua, sono cose ridicole: una università italiana che proibisce un corso su Dostoevskij… io non ci credo, non ci credevo”. “Io credo anzi che in questi giorni bisognerebbe parlare dì più di Dostoevskij”, aveva sottolineato.

Fratelli d’Italia: “Siamo vicini al rogo dei libri…”

“A quando il rogo dei libri? La scelta dell’ università di Milano Bicocca di sospendere il corso dedicato a uno dei maggiori scrittori dell’umanità Fedor Dostoeskij non è degna del prestigio dell’ateneo, non può essere una scelta di una università di uno Stato liberale e democratico come l’Italia che ha nel diritto e nella cultura la pietra miliare della sua identità”, attacca il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha predisposto un’interrogazione al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri della Cultura e dell’Università Dario Franceschini e Maria Cristina Messa.

“La cancel culture che impazza in alcuni ambienti radicali degli Stati Uniti d’America non ci appartiene. Qui non è più in discussione la condanna politica e morale di Putin, nei confronti del quale l’università può esprimersi con altre scelte, ma la condanna di tutto il genere umano che con scrittori come Dostoeskij, Tolstoj, Ceckov, Gogol ha raggiunto vette e profondità mai raggiunge prima. La Bicocca ci ripensi…”. In effetti, anche se tardivamente, poi la Bicocca ci ha ripensato.

“La decisione dell’Università Bicocca di Milano di far alla fine svolgere il corso del prof. Nori su Dostoevskij appare quantomeno opportuna, sarebbe stato veramente assurdo bloccare il corso anche perché la libertà culturale oltrepassa qualsiasi conflitto bellico e non può né deve essere mai censurata”, è l’opinione dell  senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanché.

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